Un recente studio americano della  St. Louis University School of Medicine in Missouri è partito dalla rilevazione che il sesso maschile fosse associato a COVID-19 grave, verificando su una coorte di 723 partecipanti se il rischio ospedalizzazione fosse o no causato da bassi livelli di testosterone. Prima di questo studio non era infatti noto se il rischio di ospedalizzazione differisse tra uomini con ipogonadismo (bassi livelli di testosterone), uomini con eugonadismo (livelli di testosterone nella norma) e uomini in terapia con testosterone (TTh).

 

Il campione era comporto da 723 uomini con un’età media di 55 anni: quelli affetti da ipogonadismo avevano un rischio maggiore di ricovero per COVID-19 rispetto a quelli con eugonadismo. Di questi uomini, il 45% con ipogonadismo è stato ricoverato in ospedale con COVID-19 rispetto a solo il 12% con eugonadismo

 

Questo studio suggerisce che gli uomini con ipogonadismo  hanno maggiori probabilità di essere ricoverati in ospedale dopo l’infezione da COVID-19 rispetto a quelli con eugonadismo, indipendentemente da altri fattori di rischio noti. Questo aumento del rischio non è stato osservato tra gli uomini che ricevevano un’adeguata terapia sostitutiva con testosterone (TTh). 

 

In conclusione: lo screening ed una terapia appropriata per l’ipogonadismo devono essere valutati come strategia per prevenire gli esiti gravi della COVID-19 tra gli uomini.

 

Fonte: https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2795874?utm_campaign=articlePDF&utm_medium=articlePDFlink&utm_source=articlePDF&utm_content=jamanetworkopen.2022.29747