Il testosterone è un ormone steroideo: considerato l’ormone maschile per eccellenza, in realtà viene prodotto prodotto sia dagli uomini (attraverso i testicoli ed il surrene) che, in quantità minima, anche dalle donne (dalle ovaie e dal surrene), per poi essere in questo caso in gran parte trasformato in estrogeni (estradiolo, grazie all’azione dell’enzima aromatasi).

Le elevate quantità prodotte nell’uomo sono responsabili dello sviluppo dei caratteri sessuali secondari (barba, voce profonda, massa muscolare, villosità). 

Per tutto l’arco della vita dell’uomo, dalla pubertà in poi, è responsabile della regolazione della quasi totalità degli aspetti che gravitano attorno alla sessualità (sviluppo dei genitali, erezione, produzione dello sperma, desiderio sessuale).

Il testosterone presiede ad altre attività biologiche, come la produzione dei globuli rossi, la modulazione del tono dell’umore e dell’aggressività, la regolazione dei processi cognitivi (memoria, concentrazione, …); oltre ad avere una funzione di prevenzione verso osteoporosi, ipertensione, diabete mellito, depressione.

Benchè la sua produzione duri tutta la vita, generalmente superati i 40 anni nell’uomo si registra mediamente una riduzione della produzione stimata attorno all’1% annuo, tanto che nei decenni successivi possono comparire i primi segni e sintomi di un testosterone basso (ipogonadismo), provocando un calo della pulsione sessuale, disfuzione erettile, anemia e vitalità ridotte.

Bassi livelli di testosterone – che è sempre compito del medico valutare in base alla lettura del testosterone libero e dell’età del paziente – possono influire sensibilmente sulla sfera sessuale, causando un ridotto desiderio sessuale (libido), erezioni spontanee meno frequenti, impotenza (disfunzione erettile) o erezione più debole o infertilità.

Ma il paziente può andare incontro anche a numerosi altri problemi come l’aumento del grasso corporeo, una riduzione della massa muscolare e dei livelli di energia, stanchezza e affaticamento, depressione bassa autostima, anemia, osteoporosi e disturbi del sonno.

Uno studio recente (https://www.ahajournals.org/doi/abs/10.1161/CIRCHEARTFAILURE.121.008755#d22904330e1) ha messo inoltre in correlazione l’ipogonadismo maschile e malattie cardiovascolari, quali anche l’insufficienza cardiaca cronica, suggerendo ai medici la terapia sostitutiva con testosterone per i soggetti con queste patologie cardiache che presentino anche sintomi di carenza di testosterone.

Il modo migliore per diagnosticare un testosterone basso è attraverso un esame del sangue, tenendo però conto che risultati inferiori al minimo possono avere numerose cause e che vanno, anche per questi motivi, esaminati da un medico.