Il varicocele è una delle più diffuse patologie che coinvolgono l’apparato riproduttivo maschile. In estrema sintesi, esso si manifesta con un anomalo rigonfiamento delle vene del testicolo: ciò ha come conseguenza un ristagno di sangue, un aumento della temperatura e una riduzione nell’ossigenazione dei tessuti della zona testicolare. 

Fra le conseguenze connesse a questa patologia  può verificarsi una riduzione del volume testicolare e una diminuzione della produzione e della qualità del liquido seminale e, di conseguenza, un potenziale effetto negativo sulla fertilità maschile. 

 

La natura prevalentemente asintomatica di questa patologia è spesso sottodiagnosticata e generalmente viene scoperta in seguito ad un controllo andrologico finalizzato ad individuare le cause di un mancato concepimento.

 

Il varicocele è infatti la causa reversibile più comune di infertilità maschile, che colpisce fino al 20% degli uomini sani ed il 40% degli uomini con infertilità primaria. 

 

Se questa patologia comporta particolari problematiche, come dolori e gonfiori ed incide in maniera rilevante sulla fertilità, è opportuno intervenire. 

La varicocelectomia è un intervento finalizzato a “legare” la vena coinvolta in modo da far defluire il sangue nelle vene sane. Un altro approccio è la scleroembolizzazione retrograda, che si realizza iniettando nelle vene dilatate un liquido che ha il fine di occluderle. Questa tecnica è molto diffusa soprattutto per la sua ridotta invasività. La letteratura ha evidenziato importanti effetti favorevoli di questi interventi sul miglioramento della qualità del seme dopo un lasso di tempo di 3/6 mesi dall’intervento. In particolare, la varicocelectomia comporta un effetto positivo rilevante sull’integrità degli spermatozoi e sulla loro motilità. Secondo recenti statistiche dopo questo intervento, infatti, sarebbe riscontrabile un aumento della concentrazione e della motilità spermatica in 14 uomini su 17. Occorre tuttavia precisare come un simile intervento non escluda in maniera assoluta il rischio di una recidiva.