Con i progressi negli studi clinici che valutano i contraccettivi maschili e le leggi che limitano l’accesso all’aborto negli Stati Uniti, la contraccezione maschile sta ricevendo una maggiore attenzione da parte del pubblico internazionale.

 

Lo scorso giugno, alla riunione annuale della Endocrine Society ad Atlanta in Georgia, sono stati riportati risultati favorevoli sulla sicurezza di Fase I di uno studio che ha valutato due pillole di androgeni progestinici. 

Le due pillole sperimentali, per inibire temporanemente la fertilità maschile, si chiamano DMAU e 11β-MNTDC, farmaci che comprendono un androgeno (che contiene ormoni) e un progestinico (ad azione soppressiva della spermatogenesi).

 

 

Oltre agli approcci ormonali, che sono in una fase più avanzata di sperimentazione, stanno prendendo piede anche gli approcci non ormonali.

 

Un gruppo di ricercatori dell’Università del Minnesota, condotto dal Prof. Gunda Georg, ha scoperto una sostanza in grado di inibire la produzione di spermatozoi, che potrebbe essere utilizzata per produrre pillole anticoncezionali non ormonali per uomini. Si chiama YCT529 e prende di mira il recettore alfa dell’acido retinoico (RAR-α).

 

Secondo Georg, i dati sui topi non solo hanno mostrato che la pillola aveva un profilo di sicurezza favorevole, ed era anche efficace al 99% nel prevenire la gravidanza. Inoltre, i topi hanno completamente ripreso la loro capacità riproduttiva dopo circa 4-6 settimane dopo aver smesso di assumere il composto.

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I ricercatori inizieranno i trial clinici sugli umani alla fine del 2022, ma la strada da percorrere prima di vedere una pillola anticoncezionale maschile sugli scaffali delle farmacie è ancora lunga. Ad oggi, l’unica contraccezione maschile efficace prevede l’uso di preservativi o la vasectomia.