Abbiamo già scritto di come i parametri seminali siano peggiorati negli ultimi 20 anni ma se Sparta piange, Atene non ride. Lo stesso problema infatti è stato rilevato in diversi paesi del mondo.  Un recente studio ad esempio ha valutato le possibili variazioni della qualità dello sperma negli ultimi 20 anni a Córdoba, in Argentina, e identificato possibili stili di vita responsabili.

Lo studio  è stato condotto con metodo retrospettivo su 23.130 pazienti che frequentano un laboratorio di andrologia. Il periodo di 20 anni (2001-2020) è stato suddiviso in quattro quinquenni. I parametri seminali (concentrazione spermatica, motilità, morfologia, vitalità e integrità funzionale della membrana) sono stati classificati come normali o anormali secondo l’OMS e i risultati sono stati espressi come percentuale di pazienti anormali per ciascun parametro per quinquennio. Inoltre, è stata riportata la percentuale di pazienti per quinquennio esposti ai diversi fattori di rischio (consumo quotidiano di alcol e/o tabacco; esposizione professionale a calore o sostanze tossiche; storia di parotite o varicocele; e indice di massa corporea elevato, BMI).

I pazienti inclusi nello studio non hanno mostrato compromissione della qualità seminale nel tempo, al contrario di ciò che avviene ad altre latitudini. Al di là di una transitoria diminuzione della normozoospermia nel secondo e terzo quinquennio, forse spiegata da un parallelo aumento della teratozoospermia, altri parametri importanti dello spermogramma non sono cambiati. Infatti, le anomalie nella concentrazione spermatica (oligozoospermia), nella conta spermatica totale, nella vitalità e nella risposta al test ipoosmotico hanno mostrato un andamento decrescente nel tempo. Parotite, varicocele, obesità patologica e regolare esposizione a calore/tossicità erano i fattori più frequentemente associati alle anomalie dello sperma; gli ultimi due hanno aumentato la loro frequenza durante il periodo di studio.