Il cancro del pene che invade la testa del pene può essere trattato chirurgicamente con una procedura chiamata glansectomia che ha un buon controllo del cancro (ovviamente dipende dal grado di tumore) e risultati estetici. Inoltre, è possibile preservare la lunghezza del pene, che consente agli uomini di urinare in piedi e di ottenere rapporti sessuali penetranti.

Il cancro del pene (PeCa) è una malattia rara, con un’incidenza mondiale di 36 068 nuovi casi segnalati nel database 2020 GLOBOCAN. Il trattamento chirurgico chiamato ‘glanSectomia’ viene comunemente eseguita per PeCa invasivo confinato al glande. Di recente è stata pubblicata una  revisione sistematica della glansectomia per PeCa. Complessivamente, nell’analisi sono stati inclusi 20 studi. Il tasso di recidiva locale era del 2,6–16,7%. L’incidenza della penectomia di salvataggio per margini positivi e/o recidiva è stata dell’1,2-8,3%.  Ma la buona notizia è che il tasso di sopravvivenza specifico per la malattia era dell’89-96,6%. 

Per ricostruire il glande viene usato un innesto cutaneo, che nel 1,5-23,5% dei casi però è soggetto a complicazioni. Tra queste anche la stenosi del meato che si verifica nel 2,8-14,3% dei casi. Buoni risultati estetici ed erezioni normali sono stati riportati rispettivamente nel 95-100% e nel 50-100% dei casi. La conclusione della revisione è che la Glansectomia fornisce un controllo oncologico accettabile senza compromettere significativamente i risultati funzionali.