Lo ha rivelato il recente studio IMPROVE che ha permesso di osservare come l’esercizio dei muscoli del pavimento pelvico insieme alla duloxetina potrebbe non essere la strategia migliore per ripristinare la continenza urinaria dopo l’intervento di prostatectomia eseguito con la tecnica robot-assistita. 

I pazienti operati sono stati divisi in tre gruppi: tra quelli che non ricevevano alcun trattamento dopo l’intervento, il 53% recuperava la continenza urinaria entro 6 mesi, contro il 35% di quelli che faceva esercizi per rinforzare il pavimento pelvico e il 39% di quelli che seguiva una terapia a base di duloxetina. Un quarto gruppo che faceva esercizi insieme al farmaco aveva risultati ancora peggiori con un recupero per solo il 27% dei pazienti. 

La ricerca eseguita alla McGill University di Montreal è stata presentata al congresso dell’American Urological Association. 

Il ‘segreto’ per un intervento senza conseguenze avverse come l’incontinenza a lungo termine e risparmiare il fascio neurovascolare durante il delicato intervento. Eppure si parla più spesso della preservazione della funzione sessuale. 

Lo studio IMPROVE ha seguito 240 pazienti operati con il robot dal 2015 al 2018 per la rimozione di un tumore alla prostata. Preservare e recuperare la continenza urinaria è un aspetto fondamentale della riuscita dell’intervento e della qualità di vita dei pazienti, spesso anche giovani. 

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