I batteri intestinali e i loro metaboliti, gli acidi grassi a catena corta (SCFA), promuovono la crescita del cancro nei modelli murini di cancro alla prostata (PCa). 

Per chiarire l’associazione tra microbiota intestinale e PCa negli esseri umani, ricercatori giapponesi hanno analizzato i profili del microbiota intestinale di uomini con sospetto PCa. 

Centocinquantadue uomini giapponesi sottoposti a biopsie prostatiche (96 con cancro e 56 senza cancro) sono stati inclusi nello studio e divisi a caso in due coorti: una coorte di scoperta (114 campioni) e una coorte di prova (38 campioni). Il microbiota intestinale è stato confrontato tra due gruppi, un gruppo ad alto rischio (uomini con PCa di grado 2 o superiore) e un gruppo negativo o a basso rischio (uomini con biopsia negativa o PCa di grado 1). Ceppi più abbondanti di Rikenellaceae, Alistipes e Lachnospira, tutti i batteri produttori di SCFA, erano significativamente aumentate nel gruppo ad alto rischio. 

I taxa batterici specifici erano associati al PCa ad alto rischio. L’interesse di questa scoperta, pubblicata sulla rivista Cancer Science, è che analizzare il microbiota intestinale potrebbe essere un nuovo marcatore utile per l’individuazione del PCa ad alto rischio e potrebbe contribuire alla carcinogenesi del PCa. 

Nonostante il cancro alla prostata sia ormai curabile grazie alla chirurgia e ai farmaci, rimangono alcuni tipi aggressivi che è opportuno riconoscere e diagnosticare tempestivamente. 

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