Si chiama ‘orchidopessi’ l’intervento utilizzato dai chirurghi per portare alla sua destinazione naturale un testicolo rimasto nell’addome. 

Il criptorchidismo, o “testicolo/i ritenuto/i”, è quella condizione in cui uno o entrambi i testicoli si trovano ancora tra addome e canale inguinale; in altre parole, non sono discesi all’interno dello scroto, come accade normalmente entro i primi mesi di vita del bambino.

un individuo affetto da criptorchidismo presenta uno o entrambi i testicoli a livello addominale o nel canale inguinale (cioè quel condotto che collega l’addome allo scroto e attraverso cui, di norma, passano i didimi durante il processo di discesa).

Il criptorchidismo rappresenta la più comune alterazione dell’apparato urogenitale dei neonati maschi. 

Secondo alcune indagini statistiche, riguarderebbe un bambino maschio ogni 25, quindi il 4% delle nascite maschili.

Se la maggior parte dei casi si risolve spontaneamente durante i primi mesi di vita , quelli in cui la problematica persiste – stime parlano di un caso ogni 100 – hanno bisogno dell’aiuto dell’intervento di l’orchidopessi.

Lo studio apparso su Urology nei primi mesi di quest’anno ha valutato l’intervento eseguito con la chirurgia robotica. Sono stati infatti operati 5 piccoli pazienti di età media 11 mesi con una tecnica che prevede una sola fase ed è chiamata Fowler- Stephens dal nome dei suoi inventori. La tecnica modificata ha mostrato in questo piccolo campione di essere sicura ed efficace in tutti i casi di testicolo ritenuto a livello addominale. 

(Urology 2021 Apr 14 S0090-43295(21)00324 Robot-assisted Modified One-Stage Orchiopexy: Description of a Surgical Technique)

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