Molti tumori ematologici maligni oggi non sono più una condanna per i numerosi bambini che ne sono colpiti. Il merito è di terapie più efficaci tra cui il trapianto di cellule staminali ematopoietiche.

I trattamenti oncologici però spesso hanno come effetto avverso quello di compromettere la fertilità futura, problema a cui si ovvia con le tecniche di fecondazione assistita e la donazione eterologa (da donatore) di gameti.

Negli ultimi anni però si preferisce un counseling precedente ai trattamenti per valutare la conservazione di spermatozoi e ovociti al fine di permettere una genitorialità biologica. La crioconservazione è oggi abbastanza diffusa grazie alla diffusione delle banche e si lavora anche alla conservazione di tessuto ovarico e testicolare nei casi più gravi.

E’ la crioconservazione 4.0, la frontiera più avanzata, prevede il prelievo di tessuti con un intervento eseguito in anestesia generale, la conservazione in una apposita banca biologica e il reimpianto al momento in cui si desidera una gravidanza. In un recentissimo studio apparso su Trasplant Cell Therapeutics i ricercatori hanno selezionato un gruppo di giovani pazienti affetti da neoplasia e candidati al trapianto di staminali.

Dopo aver fornito una consulenza 22 soggetti sono stati avviati alla procedura di preservazione della fertilità. 13 pazienti femmine di età media 13 anni (tra 1 e 22 anni) e 9 maschi di età media 8 anni. Le indicazioni erano un tumore ematologico o solido maligno (40% del campione) e tumori non maligni (60%).

Tutti i candidati sono stati sottoposti a prelievo dei tessuti senza che il breve intervento interferisse con il trapianto ematopoietico che quindi deve essere considerata una procedura sicura.

(Transplant Cell There 2021 apr 14 S2666-6367(21)00825-3 Safety of surgical fertility preservation procedures in children prior to hematopoietic stem cell transplant)

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