Non esercita i suoi effetti negativi solo in camera da letto, la disfunzione erettile in alcuni casi può essere indicatore di problemi più seri. 

Secondo un recente studio infatti della Scuola di Medicina di Harvard un erezione scarsa o insufficiente tra le lenzuola potrebbe essere collegata a problemi cardiovascolari ed a un rischio aumentato di mortalità precoce. 

Una condizione che leva il sonno a circa 30 milione di americani, tra il 18 e il 48% in tutto il mondo con un 12,8% tra i maschi italiani, (con una prevalenza del 2% tra i 18 e i 30 anni e il 48% in quelli che hanno spento le prime 70 candeline) (dati Parazzini e coll.)

Già venti anni da uno studio di Montorsi (2002) evidenziò come la DE si manifesta circa 3 anni prima di evento cardiovascolare acuto, ipotizzando che le arterie che riforniscono il pene di sangue ed ossigeno subiscano un restringimento del calibro anticipato rispetto a quello dei grossi vasi. Dati successivamente confermati dal ‘Prostate Cancer Prevention Trial’ che nel corso di un follow up di 9 anni (il periodo di osservazione che segue ad uno studio clinico) la presenza di deficit erettivi all’inizio dello studio aumentava del 25% il rischio di sviluppare un evento cardiaco. 

Le ricerche hanno spesso confermato una correlazione che ha permesso di stabilire come alla disfunzione erettile debba essere una dignità clinica di più ampio respiro, con particolare attenzione proprio ai soggetti più giovani e apparentemente a basso rischio. Ecco come un eco-doppler penieno rappresenti un’indagine di semplice esecuzione con un discreto valore predittivo e in alcuni casi ‘life-saving’: lo specialista osserva come una alterazione dell’accelerazione del flusso sanguigno nell’organo a riposo possa essere considerato un marcatore di rigidità delle arterie nei maschi con DE e possa rappresentare un marcatore predittivo anche nei maschi giovani. 

In linea generale la DE è provocata da bassi livelli di ormone maschile, il testosterone, che partecipa anche ad altre funzioni come la crescita di ossa, muscoli e annessi cutanei come i peli. 

Ma l’erezione dipende anche da fattori vascolari: l’European Male Ageing Study ha investigato i cambiamenti ormonali e la salute di oltre 2 mila uomini tra 40 e 79 anni. 

I disturbi  sessuali sono emersi dopo la compilazione di un questionario mentre è stato misurato il livello di testosterone circolante. 

Dopo 12 anni i ricercatori hanno rilevato che il 25% dei partecipanti aveva perso la vita e che quelli con livelli di ormone nella norma ma che soffrivano di deficit erettivi avevano un rischio del 51% in più di morire rispetto a quelli senza problemi erettivi, a cui i ricercatori hanno aggiunto la scarsa rigidità mattutina che ora prende le sembianze di una buona salute cardiovascolare.