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SPECIALE – IL SESSO AI TEMPI DEL COVID, LA RICERCA

Relazioni sessuali durante il blocco: adeguare la consulenza e la terapia sessuale alla restrizione della quarantena Con la pandemia molti paesi hanno chiesto ai propri cittadini di rimanere nelle loro case, chiudere attività commerciali e sospendere gli eventi che possono comportare un raduno di persone. Il lockdown con gradi variabili di severità è stata la misura scelta a livello mondiale per evitare la diffusione del virus. I mesi appena trascorsi sono stati caratterizzati da isolamento sociale, incertezza e stress che hanno influenzato la vita sociale ma anche quella relazionale e sessuale. Nonostante il Coronavirus sia stato trovato nello sperma, nelle feci e nelle urine ma non nei fluidi vaginali la rilevanza riguardo alla trasmissione sessuale rimane sconosciuta. Fino a quando non se ne saprà di più gli specialisti suggeriscono di considerare tutte le secrezioni potenzialmente infettive La maggior parte delle agenzie sanitarie ha emanato raccomandazioni che hanno portato a un cambiamento nel comportamento sessuale delle persone: I single non dovrebbero fare sesso con persone che non vivono con loro, Le persone possono avere rapporti intimi con il partner convivente se si sentono entrambi bene ed evitano il contatto con persone al di fuori della loro famiglia. Nell'articolo 'Sexual relationships during the lockdown: Adjusting sex counselling and therapy to the restriction of quarantine' a firma di Evie Kirana e Francesca Tripodi, apparso sul sito dell'ESSM European Society for Sexual Medicine (1) le ricercatrici hanno ragionato sulle sfide che questo periodo di pandemia e di isolamento potrebbe portare alla relazione e alla vita sessuale delle persone. Ne proponiamo un estratto. Perdita di relazioni sociali Se pensiamo alle persone che sono coinvolte nella propria vita al di là del partner principale e dei bambini, allora possiamo facilmente vedere il divario che è stato sperimentato durante il blocco. Le persone hanno subito un'improvvisa perdita di contatto con i loro amici intimi, il più ampio network sociale, coloro che si occupano di assistenza all'infanzia o lavori domestici, colleghi professionisti, vari fornitori di servizi (psicoterapeuta, fisioterapista, formatore, ecc.) E alcune persone hanno anche dovuto gestire una relazione extraconiugale a distanza. L'ampiezza dei nostri rapporti sociali ha una funzione importante , serve infatti a coprire bisogni che non sono coperti all'interno della relazione diadica: gioco, trasgressione, confidenza ecc. Durante il lockdown tutto è tornato a ruotare intorno ad un nucleo di intimità con il partner principale. Gli individui che si aspettavano che il loro partner sostituisse tutti i ruoli di cui sopra probabilmente hanno sperimentato delusione. Quelli che invece hanno lavorato sul proprio contributo da dare hanno avuto una esperienza più positiva. Che impatto ha avuto sulle relazioni erotiche la perdita di routine quotidiana? Il tempo in famiglia è speciale quando è separato dall'orario di lavoro. I fine settimana sono speciali quando sono diversi dai giorni feriali.Alcune coppie hanno creato una struttura nella loro routine quotidiana e sono state in grado di conservare la ricompensa dei loro momenti. Altri erano sopraffatti dalla non struttura e sentivano di aver perso lo splendore delle loro giornate, comprese le loro [...]

COLLAGENASI PER IL PENE CURVO, ADDIO… E ORA?

La malattia di La Peyronie (PD) è una condizione che deriva dalla formazione di placche fibrotiche della tunica albuginea e che può svilupparsi in una serie di deformità del pene tra cui cuvatura, accorciamento, restringimento, e altre anomalie. Colpisce in genere gli uomini sopra i 50 anni con una incidenza stimata tra il 3% e il 9% . Nonostante la causa non sia esattamente nota, la teoria suggerisce che microtraumi vascolari durante i rapporti sessuali rilasciano una reazione infiammatoria incontrollata negli uomini geneticamente suscettibili. La malattia che curva l'asta del pene si sviluppa in due fasi ben definite: acuta e cronica. Durante la fase infiammatoria acuta la placca inizia a formarsi e le deformità diventano progressivamente evidenti con un elemento di dolorabilità della parte. Nella fase stabile il dolore scompare e la curvatura si stabilizza. Nel frattempo la placca fibrosa inizia a indurirsi e, sebbene descritta, la curvatura rimane stabile rendendo il rapporto sessuale penetrativo difficile o impossibile a seconda dei casi, causando disagio psicologico o emotivo e problemi di relazione. Nonostante i tentativi di trattare la Peyronie in maniera conservativa con onde d'urto, la ionoforesi e farmaci intralesionali, topici e orali, nessuno di questi trattamenti ha dimostrato la sua reale efficacia e sicurezza in studi clinici ampi e ben progettati. L'approccio chirurgico invece è indicato negli soggetti che non sono in grado di avere rapporti sessuali in quanto la deformazione è incompatibile con la penetrazione e il rapporto sessuale. Nonostante i risultati della chirurgia siano generalmente eccellenti, le diverse procedure possono avere effetti collaterali indesiderati: accorciamento del pene, disfunzione erettile, intorpidimento del pene, recidiva della curvatura, potenziale necessità di circoncisione al momento dell'intervento e altri effetti avversi legati all'intervento chirurgico. Nel 2013 i risultati dei “The Maximal Peyronie's Reduction Efficacy and Safety Studies I and II” (IMPRESS I & II) hanno portato all'approvazione della collagenasi del Clostridium Histolyticum (CCH) come primo trattamento conservativo per la PD da parte della Food and Drug Administration. Conservativo perché somministrato con delle infiltrazioni con ago sotto anastesia locale. Niente bisturi, niente traumi, niente decorso, niente dolore. La riduzione della curvatura variava tra il 28-34,4% con un buon profilo di sicurezza, ed effetti avversi transitori e lievi come ecchimosi, intorpidimento ed ematoma. E miglioramenti si ottenevano con infiltrazioni successive, sino a tre in media che potevano però arrivare sino a 8 trattamenti. Ralph et al (14) hanno pubblicato nel 2017 i risultati di uno studio prospettico che ha coinvolto 53 pazienti con PD e trattati con collagenasi utilizzando un protocollo abbreviato. La maggior parte dei partecipanti ha avuto un miglioramento dell'angolo di curvatura di una media (intervallo) di 17,36º (0º-40º) o 31,4% (0% -57%) rispetto al basale dopo tre iniezioni. I pazienti con Malattia di La Peyronie avevano una risposta terapeutica efficace ed accettabile, ma pochii mesi fa l'azienda produttrice ha deciso di ritirare CCH dal mercato al di fuori degli Stati Uniti, sottraendo un'opzione ormai diventata di 'prima linea' e costringendo gli urologi a poter proporre solo la chirurgia o, se identificata in fase [...]

UNA DIETA ‘INFIAMMATORIA’ TRA I FATTORI DI RISCHIO DEL CANCRO ALLA PROSTATA

Infiammazione cronica sistemica e alti livelli di insulina sono gli indagati speciali per il rischio di insorgenza di un cancro ancora troppo comune, quello alla prostata. Ricercatori cinesi hanno indagato queste 'relazioni pericolose' allo scopo di suggerire indicazioni nutrizionali che possano diminuire i rischi oncologici. Lo studio prospettico pubblicato su European Urology condotto su oltre41mila uomini ha confermato che una dieta troppo ricca di carboidrati (zuccheri) che stimolano l'innalzamento dei livelli di insulina era più frequente nei soggetti che avevano ricevuto una diagnosi di cancro e la cui malattia erqa risultata fatale. Il nesso tra stili nutrizionali e insorgenza di cancro non è affatto nuovo e fa parte di quegli stili di vita modificabili che possono rappresentare una efficace forma di prevenzione primaria. Purtroppo il modello alimentare che accentua l'infiammazione dei tessuti è stato anche correlato all'insorgenza precoce di tumore alla prostata e alle forme più aggressive. Il modello alimentare protettivo per tutti i tipi di cancro è infatti quello mediterraneo, ricco di grassi vegetali come quello dell'olio extra vergine e dei semi oleosi, pesce azzurro e una quantità contenuta di carboidrati, quelli responsabili dell'innalzamento dei livelli di glicemia nel sangue che richiamano in urgenza la secrezione di insulina in un circolo vizioso.

QUANDO IL PIACERE E’ …TROPPO PRECOCE

Chi segue le mie attività sa che ho messo a punto un format di video pillole informative dal titolo. 'Quello che gli uomini non dicono'. Non è infatti un segreto che l'uomo in genere sia molto riservato quando parla dei propri attributi mentre lo è meno quando tutto funziona bene. L'identità maschile è fortemente legata alla sua potenza sessuale e carenze e disfunzioni sono rubricate con termini come 'fallimento' da archiviare nell'intimità della propria camera da letto. Un peso da condividere con le partner a loro volta parti lese del problema. L'eiaculazione precoce per la maggior parte degli uomini è termine da pronunciare sotto voce con l'aggiunta di un: 'chiedo per un amico'. E forse non uno solo visto che si calcola un tasso di incidenza tra il 20 e il 30% nella popolazione tra i 18 e i 70 anni. E sbaglia chi crede che interessi solo giovani inesperti, anzi la prevalenza cresce con l'età, mettendo in discussione anche quelli che non avevano mai avuto problemi di 'fretta'. L'incidenza media, calcolata in uno studio nazionale con il Premature Ejaculation Disease Tool è stata del 18,5%. Di fronte ad un rapporto che si esaurisce e arriva al piacere troppo in fretta si manifestano diversi stati di disagio, ansia, imbarazzo, senso di inadeguatezza, perdita di autostima e depressione. Il piacere arriva prima che il soggetto lo desideri, alla minima stimolazione sessuale. Per fare diagnosi è necessario che il disturbo si presenti con una certa regolarità e continuità nel tempo, perché casi episodici possono essere occasionali e non significativi, insomma, può succedere e non è una tragedia. Per un ragazzo alle prime esperienze o un adulto che torna a fare l'amore dopo un lungo periodo di astinenza o con una nuova partner si instaura un elemento di stress che può giustificare l'urgenza. Se invece l'eiaculazione è precoce da sempre, se si verifica prima ancora che il rapporto abbia inizio o l'uomo sente di non avere controllo sul proprio piacere, è opportuna una valutazione clinica. Le sfumature sono molteplici e non sempre sono ascrivibili a problemi funzionali o chimici, basti pensare che alcuni soggetti riferiscono di avere questo problema solo con una partners e non con altre, che in molti casi è limitato ad un periodo di stress. Il colloquio con lo specialista è orientato alla corretta diagnosi indagando altri sintomi, malattie sistemiche, fattori di rischio, uso di farmaci o sostanze che possono interferire o causare il disturbo. E' possibile anche somministrare un questionario ed eseguire degli accertamenti ematici. Fortunatamente le strategie terapeutiche sono numerose e vanno da quelle comportamentali - come praticare la masturbazione in modo da rendere il pene meno sensibile e aumentare la durata del rapporto successivo dopo un adeguato periodo refrattario, l'allenamento alla tecnica stop and start che prevede lo stimolo sessuale da parte della partner sino a quando il paaziente non è in procinto di raggiungere il piacere, l'arresto della stimolazione sino a che la sensazione di essere in procinto di eiaculare non diminuisca per poi iniziare di [...]

CONSERVAZIONE DEL SEME NEI PAZIENTI CON CANCRO

La diagnosi di cancro è spesso deflagrante nella vita di un individuo e canalizza tutte le proprie energie nel percorso per uscirne vivi. Quando il soggetto è giovane o è ancora adulto e desidera dei figli nel proprio futuro occorre parlare dell'impatto che le terapie possono avere sulla fertilità. Un argomento che non rientra nella routine del percorso oncologico ma per il quale invece esistono strategie concrete, questo nonostante l'AIOM abbia pubblicato delle chiare Linee guida 'PRESERVAZIONE DELLA FERTILITÀ NEI PAZIENTI ONCOLOGICI' nel 2017 in cui si scrive 'Ogni giorno in Italia vengono diagnosticati almeno 30 nuovi casi di tumore in pazienti di età inferiore ai 40 anni, pari al 3% della casistica generale (364.000 nuovi casi nel 2012 - stima AIRTUM) . Riferendosi per maggior precisione ai soli casi registrati, su un totale di 254.979 nuovi iscritti nei Registri Tumori nel 2010, i pazienti al di sotto dei 40 anni sono 7.828, con netta prevalenza per il sesso femminile (4.897 donne vs. 2.931 uomini) . I più comuni tipi di cancro in questo sottogruppo di pazienti sono rappresentati nell’uomo da tumore del testicolo, melanoma, tumore colon-rettale, linfoma non Hodgkin e tumori della tiroide, mentre nella donna da carcinoma mammario, tumori della tiroide, melanoma, carcinoma della cervice uterina, e carcinoma del colon-retto . La possibile comparsa di sterilità o d’infertilità secondaria ai trattamenti antiproliferativi e il disagio psico- sociale ad essa legato sono temi di importanza crescente, non solo in considerazione del miglioramento della prognosi nei pazienti oncologici di età pediatrica e giovanile , ma anche a causa dello spostamento in avanti dell’età alla prima gravidanza nei paesi occidentali . Un recente studio australiano ha evidenziato come il timore di sterilità secondaria non sia strettamente legato a un progetto concreto di procreazione, ma abbia più ampiamente a che fare con la sfera profonda dell’identità sessuale nel suo complesso . La criopreservazione del seme sembra giocare in questo senso un valore positivo nell’affrontare emotivamente la diagnosi di cancro e il suo trattamento, anche se poi i campioni saranno effettivamente utilizzati solo da una minoranza dei pazienti (<10%)". L’infertilità è definita come l’incapacità di concepire dopo un anno di rapporti sessuali non protetti. I trattamenti antiproliferativi (radioterapia e chemioterapia) sono associati a un elevato rischio di infertilità temporanea o permanente. Il tasso di infertilità iatrogena è variabile e dipende da più fattori: classe, dose e posologia del farmaco impiegato, estensione e sede del campo di irradiazione, dose erogata e suo frazionamento, età e sesso del/la paziente, anamnesi di pregressi trattamenti per infertilità . Inoltre, l'infertilità maschile può essere secondaria alla malattia stessa (neoplasie del testicolo, linfoma di Hodgkin), a danno anatomico (eiaculazione retrograda o aneiaculazione), a insufficienza ormonale primaria o secondaria, e a esaurimento delle cellule staminali germinali. La criopreservazione del seme rappresenta una strategia efficace di preservazione della fertilità che, se adeguatamente programmata, non richiede tempi lunghi e dovrebbe essere offerta a tutti gli uomini prima di iniziare trattamenti potenzialmente tossici per l'apparato riproduttivo . E’ fortemente raccomandato che il prelievo del [...]

CANCRO AL COLON MESSO IN RELAZIONE CON I DISTURBI DI EREZIONE

Che terapie e interventi per i tumori maschili come prostata, testicolo e vescica influissero negativamente sulla funzione sessuale era noto. Un recente studio però ha allargato l'orizzonte a comprendere le implicazioni dei tumori del colon retto, molto diffusi. Colpiscono infatti secondo i dati del Ministero della Salute la terza causa di neoplasia nell'uomo (il 14% dei casi, e la seconda nelle donne con il 12%). La malattia, abbastanza rara prima dei 40 anni, è maggiormente diffusa in età compresa fra i 60 e i 75 anni, con poche differenze fra uomini e donne. In Italia si stima che questo tumore colpisca circa 55.000 individui ogni anno. Negli ultimi anni si è assistito a un aumento delle diagnosi di tumori del colon-retto, ma anche a una contemporanea diminuzione della mortalità, attribuibile principalmente ai programmi di screening, alla diagnosi precoce e al miglioramento delle terapie, sempre più mirate e personalizzate. Al momento della diagnosi il paziente è ovviamente concentrato sui trattamenti per guarire, ma non bisogna dimenticare uhna consulenza schietta sui possibili effetti secondari delle terapie. Aspetti legati anche alla qualità di vita che non possono essere trascurati e che interessano migliaia di uomini grazie agli elevati tassi di successo delle cure e di sopravvivenza. Una ricerca danese quindi ha voluto determinare la conoscenza dei problemi erettili dopo la chirurgia del cancro del colon-retto e valutare i tassi di disfunzione erettile a lungo termine nei sopravvissuti. I volontatri sono stati chiamati a compilare un questionario che comprendeva l'International Index of Erectile Function (IIEF) per valutare la presenza e l'eventuale grado di disfunzione erettile (DE) come grave, moderata, lieve. I pazienti sono stati divisi in gruppi a seconda del tipo di intervento chirurgico subito per la resezione del tumore (colon, rettale o locale) e stratificati per altri parametri come la presenza di stomia, radioterapia prima dell'intervento, età ecc. Degli oltre 4300 che hanno risposto, il punteggio che misurava la funzionalità erettiva era più basso quando era stata eseguita la resezione rettale, inoltre la stomia e la radioterapia pre-operatoria si sono dimostrati fattori di rischio indipendenti per la disfunzione erettile. Sia durante che al termine delle terapie oncologiche è quindi opportuno avviare questi pazienti ad una consulenza andrologica per recuperare la funzione erettile e restituire quando possibile una salute sessuale fondamentale nella qualità di vita dei pazienti.

GLI UOMINI DI COLORE HANNO UNA MAGGIORE INCIDENZA DI DISTURBI DELLA FERTILITA’

Quando un figlio non arriva, dopo un anno di tentativi regolari è bene indagare se ci sono cause e problemi che ostacolano il raggiungimento della gravidanza. E' ormai assodato che le cause possano essere ascritte ad uno dei due partner o anche a condizioni di entrambi. Per ciò che riguarda lui, malattie e condizioni lo vedono coinvolto nel 20-30% dei casi. Meno noto è invece l'esistenza di disparità nella fertilità nelle varie etnie. Una nuovissima ricerca ha preso in esame un ampio campione di uomoni sottoposti ad analisi del seme per sospetta infertilità tra il 2017 e il 2019 e selezionati 615 soddisfavano i criteri di inclusione nella ricerca. I campioni sono stati esaminati secondo età ed etnia di appartenenza per identificare se ci fossero differenze rilevanti. Ebbene è stato scoperto che il 54% degli uomini di colore avevano valori anormali del seme come un volume di spermatozoi per millilitro inferiore, numero e concentrazioni più bassi dei valori normali, percentuali di spermatozoi mobili più bassa. Mentre nel gruppo di bianchi e asiatici i valori erano maggiormente conformi ai criteri stabiliti dall'OMS. Nonostante i ricercatori non abbiano indagato in maniera trasversale le cause, gli uomini di colore che cercano una gravidanza o le coppie che su rivolgono ad un centro per il trattamento dell'infertilità dovrebbero sottoporsi ad uno screening di valutazione andrologica. Fonte: Walker Z. et al Investigation of racial disparities in semen parameters among White, Black and Asian Men doi: 10.1111/andr.12992

SE IL FEGATO E’ GRASSO, SI ABBASSA IL TESTOSTERONE

Sappiamo bene che il corpo umano è fatto di sistemi molto complessi che si influenzano tra loro alle volte con un meccanismo a cascata. Ecco quindi che una recente ricerca svolta a Taiwan ha correlato il livello di testosterone con la presenza di 'fegato grasso' quella che in gergo medico viene chiamata 'steatosi epatica non alcolica'. Il meccanismo è presto spiegato: un eccesso di grassi nel fegato può essere l'inizio di una sindrome metabolica che a sua volta influisce negativamente sui livelli di testosterone, abbassandone il livello. I ricercatori hanno sottoposto a screening un gruppo di uomini con più di 40 anni: questionari, test e analisi cliniche hanno formato un pacchetto di dati da leggere e analizzare. Tra i 522 soggetti volontari che hanno partecipato è emersa una prevalenza di sindrome metabolica e bassi livelli di ormone maschile tra quelli con livelli alti di lipidi a livello epatico, rispetto a quelli che mostravano invece un fegato sano secondo i criteri di una indagine chiamata FLI (fatty liver index). Inoltre i soggetti con testosterone basso mostravano e fegato grasso avevano valori fuori norma anche per le adipochine associate ad una resistenza all'insulina e leptina. Tra quelli senza sindrome metabolica, il gruppo con alti livelli di lipidi epatici mostravano un rischio da 3,8 a 8,5 volte di avere il testosterone basso. Un dato da non sottovalutare perché per i maschi il testosterone non ha solo una funzione legata alla virilità e al desiderio sessuale ma funziona come un vero ormone della giovinezza contribuendo al mantenimento della massa muscolare e Il testosterone è prodotto con ritmo circadiano: nelle primissime ore di mattina si raggiunge il picco ematico, che poi cala durante il resto della giornata. Nel corpo umano il testosterone viene sintetizzato a partire dal colesterolo tramite una complessa reazione chimica. La massa muscolare incrementa in modo direttamente proporzionale ai livelli ematici (livelli nel flusso sanguigno) di testosterone. Molti atleti incrementano i propri livelli circolanti di testosterone utilizzando gli steroidi anabolizzanti oppure attraverso l'esercizio di tutto il corpo con gli opportuni esercizi e ad una intensità elevata. Ma se assunto in eccesso ha un effetto contrario giacché tende a trasformarsi con in estradiolo, ormone tipicamente femminile. In presenza di una diagnosi di malattia epatica quindi sarebbe opportuno una valutazione clinica anche endrocrinologica per evitare alla lunga uno stato di fragilità.

LA COMPETIZIONE SFRENATA DEGLI SPERMATOZOI

Gli spermatozoi "avvelenano" i loro rivali, costringendoli a nuotare in cerchio fino alla morte. La competizione tra maschi può essere più sottile e nascosta di quello che appare da una scazzottata per la stessa donna o un corteggiamento più assiduo. Ma è iscritta esattamente nel patrimonio genetico dove l'obiettivo é la fitness, ossia il successo riproduttivo. Gli spermatozoi sono "concorrenti spietati" che non rinunciano ad alcuna bassezza pur di rendere la vita impossibile ai loro avversari. Alcuni spermatozoi sono manipolatori spietati che avveleneranno letteralmente la loro concorrenza nella corsa per fecondare un uovo, secondo una nuova ricerca. In uno studio pubblicato il 4 febbraio sulla rivista PLOS Genetics, i ricercatori del Max Planck Institute for Molecular Genetics (MPIMG) di Berlino hanno studiato gli spermatozoi di topo al microscopio per comprendere meglio gli effetti di una particolare sequenza di DNA nota come T-aplotipo . Gli spermatozoi aplotipo T possono avvelenare e disabilitare i loro concorrenti , costringendoli a nuotare in cerchio. Il team sapeva da ricerche precedenti che gli spermatozoi che trasportano questa sequenza tendono a nuotare più dritti (piuttosto che in tondo senza mai arrivare a destinazione) e in media più velocemente degli spermatozoi in competizione senza la sequenza 'furba'. "Gli spermatozoi con l'aplotipo T riescono a rendere innocui quelli che non lo possiedono", ha dichiarato il coautore dello studio Bernhard Herrmann, direttore del MPIMG. "L'aplotipo vantaggioso non solo 'avvelena' gli avversari ma protegge quelli simili a lui". Il risultato, è una specie di maratona in cui tutti i partecipanti ricevono acqua potabile avvelenata, ma solo alcuni dei corridori hanno accesso all'antidoto. L'aplotipo T è una serie di geni collegati che occupano il cromosoma 17 nei topi domestici di tutto il mondo. Lo hanno definito un gene "egoista" - materiale genetico con un'unica missione: fare copie di se stesso migliorando la capacità riproduttiva, costi quel che costi. A causa della spietata efficacia del T-aplotipo nel passare da una generazione all'altra, secondo i ricercatori, i topi maschi che trasportano una copia dell'aplotipo T lo trasmetteranno fino al 99% della loro prole. Per la metà degli spermatozoi, che non portano l'aplotipo t o il suo "antidoto" genetico, la vita diventa molto più difficile. Le cellule 'avvelenate' non nuotano in linea retta (un'abilità importante per una cellula il cui unico compito è correre a tutta velocità verso un uovo non fecondato) ma in cerchio, senza raggiungere l'ambito premio, l'uovo. Nel loro studio, i ricercatori hanno visto che molti spermatozoi senza l'antidoto nuotavano letteralmente in cerchio fino alla morte, mentre i loro concorrenti aplotipo T caricavano dritto. Gli spermatozoi sono concorrenti spietati, tali differenze genetiche possono dare al singolo sperma un vantaggio nella corsa per la vita, promuovendo così la trasmissione di particolari varianti genetiche alla generazione successiva.

NOTTI INSONNI PER FREQUENTI VIAGGI ALLA TOILETTE, INTERESSANO IL 20% DEGLI UOMINI GIOVANI E IL 90% DEGLI OVER 80 (1)

NON SOLO PROSTATA, PUO’ ESSERE IPERTENSIONE INDICATORE DI MOLTE MALATTIE, PORTA ALLA DEPRESSIONE La chiamano Nocturia, Nicturia o Poliuria Notturna ed è uno dei disturbi meno riferiti al medico curante: un sondaggio americano ha rivelato che il 66% di chi ne soffre non ne ha mai parlato col medico. Consiste nella necessità di urinare una o più volte durante la notte ed è spesso attribuita alla popolazione anziana, come effetto collaterale dell’età e agli uomini con la prostata ingrossata. In realtà il disturbo ha comorbidità con molte altre situazioni cliniche come le apnee notturne e la pressione alta. Disturbi che agiscono come un serpente che si morde la coda e che portano il paziente a cadere in una spirale di disagio e stanchezza. Anche perché i risvegli si verificano nella prima parte della notte, quando il sonno ad onde lente sarebbe il più ristorativo, interferendo con la qualità di vita diurna.  Le apnee notturne alterano la produzione di ormone anti-diuretico, quello che viene secreto durante la notte. Una ricerca sui maschi indiani ha sottolineato come i pazienti con apnee ostruttive (OSA) presentino ipertensione nell’86%, diabete nel 59% e nocturia e altri disturbi del sonno nell’80% dei casi.  Le cause quindi possono essere molteplici: la più nota è l’iperplasia della prostata, ossia l’ingrandimento della ghiandola prostatica, fenomeno generalmente benigno che interessa il 50% degli uomini di mezza età e il 90% di quelli con più di 80 anni. Ma può essere anche la sentinella di problemi come la pressione alta. Un recente studio  ha rivelato che l’ipertensione non trattata è un determinante dei frequenti viaggi notturni alla toilette degli uomini già a partire dai 35-49 anni. E i due disturbi si influenzano reciprocamente anche nei soggetti in terapia sia per l’innalzamento dei valori pressori durante la notte che come effetto collaterale dei farmaci (diuretici ad esempio). Le terapie anti-ipertensive devono essere quindi sottoposte ad un monitoraggio e un aggiustamento frequente.  Gli approcci per venirne a capo e alleviare il riposo di chi ne soffre sono diversi e spaziano da quello comportamentale che agisce sulle abitudini e gli stili di vita a quello medico e chirurgico. Parola d’ordine, step graduali e un atteggiamento il più possibile conservativo. Nuove abitudini che prevedano di assumere meno liquidi alla sera, evitare caffeina, alcol e fumo, aumentando l’attività fisica e trattamento medico possono migliorare nettamente i sintomi, il sonno, il riposo, la qualità di vita e non ultimo l’umore. Tra gli interventi nutrizionali si sconsigliano alimenti troppo ricchi di sodio e si raccomanda di limitare carne rossa e amidi specialmente nel pasto serale in favore di grassi polinsaturi e vegetali.  Il trattamento medico viene prescritto quando non è possibile intervenire sugli stili di vita e prevede la somministrazione del 5-alfa-reduttasi che agisce riducendo un enzima che interviene nella trasformazione del testosterone. Il farmaco però nel 10% dei casi determina effetti avversi come disfunzioni sessuali poco accettate dai pazienti.  (1) Neurology and Urodynamics, 2020;1-5 Prevalence of the nocturnal polyuria Syndrome in men

SALVATORE SANSALONE AL CONGRESSO SIU 2020

Il 93° Congresso nazionale SIU si terrà il 17 e 18 ottobre 2020 in modalità “ibrida”. Le due giornate congressuali si svolgono con la faculty ed un numero ristretto di partecipanti in presenza presso l'Auditorium del Massimo a Roma. Il Professor Sansalone parteciperà con una relazione sulle Innovazioni in Chirurgia Uretrale.

OLIO DI PESCE MIGLIORA I PARAMETRI SEMINALI

Non solo cuore, sì allunga giorno dopo giorno l’elenco di benefici offerti da una supplementazione a base di olio di pesce.

PROSTATITE: UN DISTURBO DALLE TANTE ORIGINI

Ne soffre circa un uomo su 2 almeno una volta nel corso della vita con disturbi di intensità variabile.

SE IL PADRE BEVE, RISCHI PER LO SVILUPPO CEREBRALE DEL NEONATO

Il consumo di alcol da parte del padre prima del concepimento è legato ad un rischio di disturbi dello sviluppo cerebrale.

TERAPIA SOSTITUTIVA CON TESTOSTERONE? ATTENTI AL CUORE

L’ipogonadismo è la riduzione più o meno marcata dell’attività funzionale delle gonadi, che nell’uomo sono i testicoli (nella donna sono le ovaie).

Video Recenti

Il pene curvo

Ipospadia

La disfunzione erettile

Il criptorchidismo

Ipertrofia prostatica e problemi urinari

La sindroma da penombra

La stenosi uretrale

Il tumore del pene

Il tumore del testicolo

Prof. Salvatore Sansalone

Nº albo dei medici: 7796

Profilo

Il Prof. Salvatore Sansalone è esperto in Urologia.
Laureato nel 2001 e specializzato nel 2006 a Roma, ha conseguito un Master di II livello in Andrologia presso l’Università La Sapienza. Ha eseguito corsi di specializzazione in chirurgia ricostruttiva genito-uretrale presso la Sava Perovic Foundation di Belgrado.Si occupa principalmente di chirurgia uretrale, induratio penis plastica (Malattia di La Peyronie), disfunzione erettile, impianti protesici, incontinenza urinaria, tumore alla prostata e alla vescica. Docente presso l’Università Tor Vergata di Roma. Direttore del centro di chirurgia ricostruttiva genito-uretrale e del centro di infertilita’ maschile presso la Clinica Sanatrix a Roma e presso il Poliambulatorio GI.SA a Catania. Consulente urologo del Ministero della Salute e membro di prestigiose società scientifiche (SIUSIAEAUESSM), è autore di oltre 126 pubblicazioni ed ha partecipato a numerosi congressi nazionali ed internazionali in qualità di relatore, moderatore, operatore chirurgico, membro della segreteria scientifica e/o organizzativa. Il Prof. Sansalone è inoltre Membro del Comitato Esecutivo dell’European Society for Sexual Medicine (ESSM) ed ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti a convegni in Italia e all’estero.

Carica in enti pubblici e privati
  • Consulente urologo presso il Ministero della Salute (2012-oggi)
  • Docente Universitario presso l’Università Tor Vergata di Roma
  • Membro del Comitato Esecutivo dell’European Society for Sexual Medicine – ESSM (2017-oggi)
  • Membro della commissione scientifica della società Italiana Urologi Ospedalità Gestione Privata – UROP (2015-2017)
  • Membro della Commissione Scientifica dell’European Society for Sexual Medicine – ESSM (Male sexual health and dysfunction) (2014-oggi)
  • Guest Editor della rivista BioMed Research International special issue on “Genitourethral Reconstruction” (2014)
  • Socio fondatore e Vice Presidente della Società Scientifica Mediterranean Andrological Board –MAB (2013-oggi)
  • Componente del Comitato Editore della rivista scientifica di informazione, educazione e prevenzione andrologica “Io Uomo” (2011-2013)
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Pubblicazioni scientifiche

Repair of sphincter urethral strictures preserving urinary continence: surgical technique and outcomes.
Barbagli G, et al. World J Urol. 2019

Focus on Internal Urethrotomy as Primary Treatment for Untreated Bulbar Urethral Strictures: Results from a Multivariable Analysis.
Barbagli G, et al. Eur Urol Focus. 2018

Treatments of 1242 bulbar urethral strictures: multivariable statistical analysis of results.
Barbagli G, et al. World J Urol. 2018

History and evolution of the use of oral mucosa for urethral reconstruction.
Barbagli G, et al. Asian J Urol. 2017

Correlation Between Primary Hypospadias Repair and Subsequent Urethral Strictures in a Series of 408 Adult Patients.
Barbagli G, et al. Eur Urol Focus. 2017

Memokath Stent Failure in Recurrent Bulbar Urethral Strictures: Results From an Investigative Pilot Stage 2A Study.
Barbagli G, et al. Urology. 2017

A novel composite two-stage urethroplasty for complex penile strictures: A multicenter experience.
Joshi PM,, et al. Indian J Urol. 2017

Microsurgical tunica albuginea transplantation in an animal model.
Sansalone S, et al. Asian J Androl. 2017

A combination of tryptophan, Satureja montana, Tribulus terrestris, Phyllanthus emblica extracts is able to improve sexual quality of life in patient with premature ejaculation.
Sansalone S, et al. Arch Ital Urol Androl. 2016

Sexual outcomes after partial penectomy for penile cancer: results from a multi-institutional study.
Sansalone S, et al. Asian J Androl. 2017

Correction of Retrograde Ejaculation in Patients with Diabetes Mellitus Using Endourethral Collagen Injection: Preliminary Results.
Kurbatov D, et al. J Sex Med. 2015

The Surgical Learning Curve for One-stage Anterior Urethroplasty: A Prospective Single-surgeon Study.
Fossati N, et al. Eur Urol. 2016

Correction of Retrograde Ejaculation in Patients with Diabetes Mellitus Using Endourethral Collagen Injection: Preliminary Results.
Kurbatov D, et al. J Sex Med. 2015

The Surgical Learning Curve for One-stage Anterior Urethroplasty: A Prospective Single-surgeon Study.
Fossati N, et al. Eur Urol. 2016

Prostatic Arterial Embolization vs Open Prostatectomy: A 1-Year Matched-pair Analysis of Functional Outcomes and Morbidities.
Russo GI, et al. Urology. 2015

The spectrum of pelvic fracture urethral injuries and posterior urethroplasty in an Italian high-volume centre, from 1980 to 2013.
Barbagli G, et al. Arab J Urol. 2015

Influence of peak oral temperatures on veneer-core interface stress state.
Marrelli M, et al. Acta Biomater Odontol Scand. 2015

Venous leakage treatment revisited: pelvic venoablation using aethoxysclerol under air block technique and Valsalva maneuver.
Herwig R, et al. Arch Ital Urol Androl. 2015

Laparoscopic omentoplasty to support anastomotic urethroplasty in complex and redo pelvic fracture urethral defects.
Kulkarni SB, et al. Urology. 2015

Genitourethral reconstruction.
Herwig R, et al. Biomed Res Int. 2015

The role of intrinsic pathway in apoptosis activation and progression in Peyronie’s disease.
Loreto C, et al. Biomed Res Int. 2014

Prostatic artery embolization for prostate volume greater than 80 cm3: results from a single-center prospective study.
Kurbatov D, et al. Urology. 2014

Penile fracture: penoscrotal approach with degloving of penis after Magnetic Resonance Imaging (MRI).
Antonini G, et al. Arch Ital Urol Androl. 2014

Long-term followup and deterioration rate of anterior substitution urethroplasty.
Barbagli G, et al. J Urol. 2014

Erectile function in men with failed hypospadias repair.
Stein DM, et al. Arch Esp Urol. 2014

Recurrent hypospadias surgery.
Barbagli G, et al. Arch Esp Urol. 2014

Harvesting oral mucosa for one-stage anterior urethroplasty.
Kulkarni SB, et al. Indian J Urol. 2014

Penile disassembly: anatomical surgical steps.
Loreto C, et al. BJU Int. 2013

Long term patient satisfaction and quality of life with AMS700CX inflatable penile prosthesis.
Vitarelli A, et al. Arch Ital Urol Androl. 2013

Prediction of early and late complications after oral mucosal graft harvesting: multivariable analysis from a cohort of 553 consecutive patients.
Barbagli G, et al. J Urol. 2014

Ventral oral mucosal onlay graft urethroplasty in nontraumatic bulbar urethral strictures: surgical technique and multivariable analysis of results in 214 patients.
Barbagli G, et al. Eur Urol. 2013

Glans reconstruction with the use of an inverted urethral flap after distal penile amputation for carcinoma.
Sansalone S, et al. Arch Ital Urol Androl. 2013

Morphological evaluation of the male external urethral sphincter complex by transrectal ultrasound: feasibility study and potential clinical applications.
Miano R, et al. Urol Int. 2012

Oral mucosa and urethroplasty: it’s time to change.
Barbagli G, et al. Eur Urol. 2012

Penile length and girth restoration in severe Peyronie’s disease using circular and longitudinal grafting.
Egydio PH, et al. BJU Int. 2013

A geographic analysis of male urethral stricture aetiology and location.
Stein DM, et al. BJU Int. 2013

Bulbar urethroplasty: transecting vs. nontransecting techniques.
Barbagli G, et al. Curr Opin Urol. 2012

Current controversies in reconstructive surgery of the anterior urethra: a clinical overview.
Barbagli G, et al. Int Braz J Urol. 2012

Polyphenols: key issues involved in chemoprevention of prostate cancer.
Cimino S, et al. Oxid Med Cell Longev. 2012

Simultaneous total corporal reconstruction and implantation of a penile prosthesis in patients with erectile dysfunction and severe fibrosis of the corpora cavernosa.
Sansalone S, et al. J Sex Med. 2012

Cryopreserved penile tunica albuginea for allotransplantation: a morphological and ultrastructural investigation.
Loreto C, et al. J Sex Med. 2012

Surgical Repair of Late Complications in Patients Having Undergone Primary Hypospadias Repair during Childhood: A New Perspective.
Barbagli G, et al. Adv Urol. 2012

Dorsal onlay oral mucosal graft bulbar urethroplasty.
Barbagli G, et al. BJU Int. 2012

Penile reconstruction.
Garaffa G, et al. Asian J Androl. 2013

Skin phototype and local trauma in the onset of balanitis xerotica obliterans (BXO) in circumcised patients.
Villa M, et al. In Vivo. 2012

Simultaneous penile lengthening and penile prosthesis implantation in patients with Peyronie’s disease, refractory erectile dysfunction, and severe penile shortening.
Sansalone S, et al. J Sex Med. 2012

Ventral onlay oral mucosal graft bulbar urethroplasty.
Barbagli G, et al. BJU Int. 2011

Long-term results of the surgical treatment of Peyronie’s disease with Egydio’s technique: a European multicentre study.
Sansalone S, et al. Asian J Androl. 2011

[Italian validation of the English PROM-USS-Q questionnaire in patients undergoing anterior urethroplasty].
Barbagli G, et al. Urologia. 2011. Article in Italian.

Musculocutaneous latissimus dorsi free transfer flap for total phalloplasty in children.
Djordjevic ML, et al. J Pediatr Urol. 2006

Peyronie’s reconstruction for maximum length and girth gain: geometrical principles.
Egydio PH, et al. Adv Urol. 2008

One-sided anterior urethroplasty: a new dorsal onlay graft technique.
Kulkarni S, et al. BJU Int. 2009

Retrospective descriptive analysis of 1,176 patients with failed hypospadias repair.
Barbagli G, et al. J Urol. 2010

Iatrogenic trapped penis in adults: new, simple 2-stage repair.
Zucchi A, et al. J Urol. 2010

Penile enhancement using autologous tissue engineering with biodegradable scaffold: a clinical and histomorphometric study.
Perovic SV, et al. J Sex Med. 2010

Tumor necrosis factor-related apoptosis-inducing ligand (TRAIL) and its death receptor (DR5) in Peyronie’s disease. A biomolecular study of apoptosis activation.
Loreto C, et al. J Sex Med. 2011

Histological evidence of urethral involvement in male patients with genital lichen sclerosus: a preliminary report.
Barbagli G, et al. J Urol. 2011

Sacrospinous ligament fixation for neovaginal prolapse prevention in male-to-female surgery.
Stanojevic DS, et al. Urology. 2007

Percutaneous sequential bacillus Calmette-Guèrin and C for panurothelial carcinomatosis.
Di Stasi SM, et al. Can J Urol. 2005

Leiomyoma of the epididymis and testicular adnexa: apropos of 3 cases.
Forte F, et al. Arch Ital Urol Androl. 2004

Radical prostatectomy as unique chance for huge prostatic stones.
Virgili G, et al. Arch Ital Urol Androl. 2004

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Risultati accademici salienti

  • Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma (2001)
  • Research Fellow presso il Dipartimento di Urologia dell’Università di Belgrado (2004-2005)
  • Research Fellow presso il Dipartimento di Urologia di Amburgo (2006)
  • Specializzazione in Urologia presso l’Università Tor Vergata (2006)
  • Frequentatore del Centro Europeo per la Chirurgia Ricostruttiva dell’Uretra ad Arezzo (2008)
  • Master di II livello in Andrologia presso l’Università degli Studi La Sapienza di Roma (2010)
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Le Patologie

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Disfunzione erettile

La disfunzione erettile è la difficoltà o l’incapacità di raggiungere o mantenere un’erezione del pene che permetta una relazione sessuale soddisfacente. È anche conosciuta come impotenza sessuale.

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Falloplastica

Le dimensioni contano, almeno per i diretti interessati. Per ciò che riguarda le parti intime, più del 45% degli uomini sono insoddisfatti delle dimensioni del proprio pene.

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Fertilità e infertilità maschile

L’infertilità è l’impossibilità di concepire in seguito ad attività sessuale frequente e non protetta. Il 15% delle coppie non sono in grado di concepire in seguito a rapporti non protetti.

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Identità di genere

La chirurgia di femminilizzazione, o operazione di cambio di sesso, è un’operazione chirurgica indicata per pazienti che presentano disforia di genere. Da uomo a donna, da donna a uomo.

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Malattie andrologiche

Le malattie andrologiche più frequenti sono: l’idrocele, la varicocele, il frenulo breve, il testicolo mobile e la fimosi.

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Malattie del pene

Le malattie del pene non sempre sono di natura infettiva e le cause vanno ricercate al momento della visita specialistica.

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Malattie uretrali

L’uretra è il dotto che trasporta l’urina dalla vescica verso l’esterno del corpo. Come avviene per tutte le parti del corpo…

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Tumori maschili

Il cancro alla prostata è un tipo di cancro che ha origine nella ghiandola prostatica. Il cancro sviluppa quando…

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