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TESTICOLO NELL’ADDOME? SI OPERA CON IL ROBOT

Si chiama ‘orchidopessi’ l’intervento utilizzato dai chirurghi per portare alla sua destinazione naturale un testicolo rimasto nell’addome.  Il criptorchidismo, o "testicolo/i ritenuto/i", è quella condizione in cui uno o entrambi i testicoli si trovano ancora tra addome e canale inguinale; in altre parole, non sono discesi all'interno dello scroto, come accade normalmente entro i primi mesi di vita del bambino. un individuo affetto da criptorchidismo presenta uno o entrambi i testicoli a livello addominale o nel canale inguinale (cioè quel condotto che collega l'addome allo scroto e attraverso cui, di norma, passano i didimi durante il processo di discesa). Il criptorchidismo rappresenta la più comune alterazione dell'apparato urogenitale dei neonati maschi.  Secondo alcune indagini statistiche, riguarderebbe un bambino maschio ogni 25, quindi il 4% delle nascite maschili. Se la maggior parte dei casi si risolve spontaneamente durante i primi mesi di vita , quelli in cui la problematica persiste - stime parlano di un caso ogni 100 - hanno bisogno dell'aiuto dell’intervento di l'orchidopessi. Lo studio apparso su Urology nei primi mesi di quest’anno ha valutato l’intervento eseguito con la chirurgia robotica. Sono stati infatti operati 5 piccoli pazienti di età media 11 mesi con una tecnica che prevede una sola fase ed è chiamata Fowler- Stephens dal nome dei suoi inventori. La tecnica modificata ha mostrato in questo piccolo campione di essere sicura ed efficace in tutti i casi di testicolo ritenuto a livello addominale.  (Urology 2021 Apr 14 S0090-43295(21)00324 Robot-assisted Modified One-Stage Orchiopexy: Description of a Surgical Technique)

RISULTATI INDAGINE: FLUSSO URINARIO RIDOTTO NEGLI OVER 50? NON E’ SOLO LA PROSTATA

Difficoltà a urinare, dolore, diminuzione del flusso di urina, stimolo impellente o più frequente del normale? Ad una indagine conoscitiva svolta tra 320 pazienti di tre città italiane (Roma, Catania e Arezzo) chiamata “Quello che gli uomini non dicono” l’85% del campione intervistato ha risposto chiamando in causa la prostata.  “E’ la prima cosa che viene in mente perché sulla prostata è stata fatta molta informazione, ma la risposta giusta è un problema uretrale. L’uretra maschile misura 18-20 cm e attraversa il pene fino alla punta del glande.  Succede infatti che all’interno del canale che porta all’esterno urina e spermatozoi si possono creare restringimenti dovuti al deposito di tessuto cicatriziale. Le cause più frequenti, condizioni congenite, un trauma meccanico (come impatti sportivi o causati dall’uso di endoscopi rigidi o cateteri urinari), infezioni batteriche o virali. Meno frequente la responsabilità di una condizione dermatologica chiamata Lichen Sclerosus un processo infiammatorio di natura sclerotica cronica, che coinvolge cute e mucose e nell'83% dei casi si presenta a livello dei tessuti genitali maschili e femminili. Problema frequente negli over 50 maschi La ‘stenosi’ uretrale’ è una condizione relativamente poco nota ma abbastanza diffusa (specialmente nei maschi con più di 50 anni) che per essere diagnosticata correttamente ha bisogno di una accurata anamnesi prima (la raccolta dei dati della storia medica e familiare del soggetto) e di esami strumentali poi.  Dopo la diagnosi si passa alla distinzione rispetto al tratto di uretra interessato: anteriore (bulbare) o posteriore e alla valutazione dei problemi che ne derivano e l’impatto sulla qualità di vita del paziente. La scelta ricade di solito sulla chirurgia.  L’ Italia é leader nel mondo nella chirurgia dell’uretra grazie al lavoro del Professor Guido Barbagli che ha dato il suo nome ad una tecnica ricostruttiva utilizzata nella stenosi uretrale.  L’intervento di uretroplastica con innesto di mucosa orale  Si tratta di un intervento delicato in cui è necessario riaprire il canale uretrale e ripristinare la sua funzionalità, il tutto salvaguardando la funzione sessuale ed estetica.  In questo tipo di chirurgia è necessario affidarsi a centri in cui i chirurghi abbiano all’attivo numerosi casi l’anno, in cui il successo dipende dall’abilità e alla confidenza degli operatori con le procedure.   Fondamentale l’esperienza del chirurgo per evitare recidive Barbagli e Sansalone hanno all’ attivo oltre 3mila interventi con una media di 400 casi l’anno, il 25% dei quali provenienti da tutto il mondo. Spiega il Professor Sansalone:  “Si tratta di un vero e proprio intervento che coniuga l’urologia alla chirurgia plastica ricostruttiva e all’andrologia: prevede infatti di ripristinare la funzione urinaria e sessuale utilizzando tessuti del paziente. Se sino a qualche anno fa si usava una porzione di cute prelevata dal glande con la circoncisione, più di recente proprio Barbagli ha avuto la felice intuizione di usare un lembo di mucosa prelevata dall’interno della guancia che ha mostrato di avere un tasso di successo elevatissimo. Il fastidio del prelievo dura solo pochi giorni, il paziente può riprendere a mangiare il giorno dopo l'intervento e i punti di sutura si riassorbono spontaneamente dopo [...]

PRESERVAZIONE DELLA FERTILITÀ PER I GIOVANISSIMI CHE SI AMMALANO DI CANCRO

Molti tumori ematologici maligni oggi non sono più una condanna per i numerosi bambini che ne sono colpiti. Il merito è di terapie più efficaci tra cui il trapianto di cellule staminali ematopoietiche. I trattamenti oncologici però spesso hanno come effetto avverso quello di compromettere la fertilità futura, problema a cui si ovvia con le tecniche di fecondazione assistita e la donazione eterologa (da donatore) di gameti. Negli ultimi anni però si preferisce un counseling precedente ai trattamenti per valutare la conservazione di spermatozoi e ovociti al fine di permettere una genitorialità biologica. La crioconservazione è oggi abbastanza diffusa grazie alla diffusione delle banche e si lavora anche alla conservazione di tessuto ovarico e testicolare nei casi più gravi. E’ la crioconservazione 4.0, la frontiera più avanzata, prevede il prelievo di tessuti con un intervento eseguito in anestesia generale, la conservazione in una apposita banca biologica e il reimpianto al momento in cui si desidera una gravidanza. In un recentissimo studio apparso su Trasplant Cell Therapeutics i ricercatori hanno selezionato un gruppo di giovani pazienti affetti da neoplasia e candidati al trapianto di staminali. Dopo aver fornito una consulenza 22 soggetti sono stati avviati alla procedura di preservazione della fertilità. 13 pazienti femmine di età media 13 anni (tra 1 e 22 anni) e 9 maschi di età media 8 anni. Le indicazioni erano un tumore ematologico o solido maligno (40% del campione) e tumori non maligni (60%). Tutti i candidati sono stati sottoposti a prelievo dei tessuti senza che il breve intervento interferisse con il trapianto ematopoietico che quindi deve essere considerata una procedura sicura. (Transplant Cell There 2021 apr 14 S2666-6367(21)00825-3 Safety of surgical fertility preservation procedures in children prior to hematopoietic stem cell transplant)

SOVRAPPESO NEMICO DELLA FERTILITA’

Circa il 15% delle coppie in età fertile ha problemi a mettere su famiglia. Gli uomini contribuiscono al 30-50% dei casi in cui una coppia non riesce a raggiungere la gravidanza desiderata. Nel contempo la percentuale di uomini in sovrappeso è triplicata parallelamente all'aumento dei problemi di fertilità in tutto il mondo. Solo un caso? Una tesi di dottorato condotta presso l'Istituto di Medicina Clinica dell'Università di Tartu ha confermato che l'obesità centrale influisce negativamente sui parametri di fertilità. Qualità degli spermatozoi diminuita drasticamente Secondo Kristel Ehala-Aleksejev, studentessa di dottorato presso l'UT Institute of Clinical Medicine e medico presso la clinica maschile dell'ospedale universitario di Tartu, la qualità dello sperma maschile è diminuita drasticamente nell'ultimo secolo. Possibili ragioni per il declino dei parametri di fertilità possono essere il rapido cambiamento dello stile di vita, l'attività fisica alterata e le abitudini alimentari insieme ad altri fattori. Uno stile di vita occidentale favorisce l'aumento di peso, che è anche un problema tra gli uomini. Obesità addominale più rischiosa Se alcuni studi associano l'obesità con una ridotta fertilità, altri sono di parere contrario. Risultati contrastanti caratterizzano anche la relazione tra sindrome metabolica correlata all'obesità centrale e qualità dello sperma. C'è, tuttavia, un accordo quasi unanime sul fatto che l'aumento di peso ha una correlazione negativa con i livelli di testosterone. Specialmente se l’accumulo di grasso nella regione della vita. Tuttavia, l'obesità centrale è un grande rischio per la salute. Inoltre, l'obesità come cambiamento nell'equilibrio ormonale promuove lo sviluppo di problemi di erezione, che a sua volta riduce la fertilità ". Maggiore sovrappeso rilevato nei maschi infertili La dottoressa Aleksejev ha esaminato uomini di comprovata fertilità e partner maschili di coppie infertili. Il confronto dei gruppi ha mostrato che una prevalenza significativamente più alta di adiposità e sindrome metabolica è stata trovata tra i partner maschi delle coppie infertili. L'obesità centrale è stata associata a un calo dei parametri di fertilità in entrambi i gruppi. Secondo il dottorando, l'analisi ha rivelato che gli uomini con testicoli più piccoli erano più colpiti da un aumento del peso corporeo e dall'obesità centrale.

NOCI, NOCCIOLE E MANDORLE AZIONI POSITIVE SUL DNA SPERMATICO

Sono gli alimenti che attribuiscono super poteri a Superpippo ed oggi esce dalla narrativa dei cartoni animati Disney per entrare a giusto merito negli studi di andrologia. Mandorle, nocciole e noci, insomma alcuni semi a guscio renderebbero super anche gli spermatozoi, i gameti maschili che subiscono insulti e danni da numerose condizioni ambientali. Tra i diversi fattori ambientali implicati nel declino della qualità dello sperma la dieta è uno dei più plausibili identificati negli ultimi anni. Diversi studi hanno riportato una stretta associazione tra l'alterazione di specifiche firme di metilazione del DNA spermatico e la qualità dello sperma. I ricercatori dell'Unità di nutrizione umana dell'Universitat Rovira i Virgili, l'Istituto di salute Pere Virgili e CIBERobn (guidato dal dott. Jordi Salas-Salvadó), e i ricercatori dell'Università dello Utah (guidato dal dott. Douglas T.Carrell) hanno valutato per la prima volta l'effetto di un consumo a breve / medio termine di una miscela di frutta a guscio (mandorle, nocciole e noci) sui modelli di metilazione del DNA spermatico in individui sani che riferiscono di seguire una dieta in stile occidentale. Lo studio è stato condotto su 72 giovani partecipanti sani, non fumatori, dallo studio FERTINUTS (gruppo nut, n = 48; gruppo di controllo, n = 24) ed è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Andrology. Questi risultati forniscono la prima prova che l'aggiunta di noci a una dieta regolare in stile occidentale (quella nord americana) influisce sulla metilazione del DNA dello sperma in regioni specifiche provocandone cambiamenti e nella capacità di fertilizzare l’uovo. Nei paesi del Mediterraneo invece siamo parzialmente protetti dalla salutare dieta Mediterranea e dal consumo di olio extravergine di oliva, pomodori e frutta, tutti alimenti ricchi di micronutrienti che proteggono dalle alterazioni degli spermatozoi e proteggono la fertilità maschile. Salas-Huetos, A., et al. (2020) Sperm DNA methylation changes after short-term nut supplementation in healthy men consuming a Western-style diet. Andrology.doi.org/10.1111/andr.12911.

17 MAGGIO: GIORNATA MONDIALE, MA LA SALUTE DELLE PERSONE LGTB E’ ANCORA TRASCURATA

In occasione della Giornata Mondiale che ricorre ogni 17 maggio, è doveroso parlare della salute delle persone LGBTQ che risente ancora pesantemente della discriminazione, consapevole o no, in ambiente sanitario. Soffrono un aumentato rischio di malattie cardiovascolari e condizioni croniche come l’obesità, che a cascata finiscono per ridurre l’aspettativa di vita in salute degli appartenenti a una minoranza sessuale. Ha acceso i riflettori sul problema l’Harvard Medicine magazine in un recente articolo dal titolo: “On the Margins“ (1). Le persone appartenenti alle minoranze di genere sono poste ai margini della società eppure anche l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, ha dichiarato che nessuno sia lasciato indietro sia nella prevenzione delle malattie che nelle cure e l’accesso ai servizi. Una revisione del 2017 pubblicata su Cureus Journal of Medical Science aveva già rilevato che lesbiche, gay, bisessuali e transgender hanno un elevato rischio di bullismo, suicidio e disturbo da uso di sostanze dai primi anni della loro esistenza e spesso non hanno accesso a un’assistenza sanitaria che tenga conto della loro identità. In età adulta, le lesbiche hanno un rischio più elevato di obesità e cancro al seno e gli uomini gay affrontano un aumentato rischio di cancro alla prostata, ai testicoli, all’ano e al colon. Sino a pochi anni fa, i sondaggi sanitari nazionali non prevedevano di chiedere dati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere, e quindi non esistevano dati su queste popolazioni speciali. Ma qualcosa sta cambiando: negli Stati Uniti Alex Keuroghlian, docente di psichiatria ad Harvard e presso il Massachusetts General Hospital, è da anni impegnato nella sensibilizzazione sul tema dell’equità sanitaria per le persone LGBTQ. Negli ultimi due anni ha pubblicato sul New England Journal of Medicine, su JAMA e su Lancet, focalizzandosi sull’importanza di migliorare la comunicazione fra medici e pazienti LGBTQ, e di utilizzare indicatori per catturare l’orientamento sessuale e dati sull’identità di genere, per migliorare l’assistenza sanitaria. Ad Harvard è titolare di un corso sulla salute delle minoranze sessualie dal 2018 si batte per l’inserimento nelle cartelle cliniche dell’indicazione di appartenenza ad una o all’altra identità di genere. Senza questo dato i pazienti semplicemente non esistono come categoria e sono assimilati a gruppi di cui non fanno davvero parte. A Cambridge la psichiatra Ana Progovac si occupa invece di disparità di accesso ai servizi di salute mentale delle persone LGBTQ. Scoprendo che la percentuale di pazienti a cui vengono prescritti farmaci psicotropi è aumentata nel quinquennio più rapidamente fra i pazienti appartenenti a minoranze di genere. Cambiare la cultura è un processo lungo e complesso ma non impossibile l’American Psychoanalytic Association (APsaA) si è scusata di recente con la comunità LGBTQ per aver considerato nei decenni passati l’omosessualità e l’identità transgender come una malattia da curare. Una notizia che ha permesso di fare luca sul fatto che gli anziani della comunità LGBT sono a maggior rischio di malattie croniche a causa di comportamenti a rischio per la salute che li espongono ad una terza età caratterizzata da maggiore fragilità. Le persone [...]

L’INTERRUZIONE DEI TRATTAMENTI PER LA FERTILITA’ HA AVUTO IMPATTI NEGATIVI SULLA SALUTE MENTALE… DELLE DONNE

La sospensione dei trattamenti di fertilità a causa della pandemia COVID-19 ha avuto una serie di impatti psicologici sulle donne i cui trattamenti sono stati annullati. Lo ha svelato un nuovo studio di Jennifer Gordon e Ashley Balsom dell'Università di Regina, Canada, pubblicato lo scorso 18 settembre sulla rivista PLOS ONE. Una coppia in età riproduttiva su sei sperimenta infertilità e molte rivolgono le loro speranze a trattamenti come l'inseminazione intrauterina (IUI) e la fecondazione in vitro (IVF). Lo scorso anno l'American Society of Reproductive Medicine e la Canadian Fertility and Andrology Society hanno annunciato la sospensione a tempo indefinito di tutti i trattamenti di fertilità negli Stati Uniti e in Canada a causa di COVID-19. Le ricercatrici dell’Università canadese hanno quindi contattato un campione di donne e l'86% delle intervistate ha riferito che le sospensioni del trattamento hanno avuto un impatto negativo sulla loro salute mentale: il 52% ha riportato sintomi di depressione clinicamente significativi. Tuttavia, è stato riscontrato che ci sono fattori che influenzano positivamente questi risultati, proteggendo le donne dalla depressione: livelli inferiori di pessimismo difensivo (r = -0,25, p <0,05), maggiore accettazione dell'infertilità (r = 0,51, p <0,0001), migliore supporto sociale (r = 0,31, p <0,01) e minore evitamento dei promemoria dell'infertilità (r = 0,23, p = 0,029) erano tutti associati ad una protezione del disagio mentale. Da andrologo mi sorprende che in una procedura che coinvolge la coppia gli uomini non siano stati intervistati per verificare se la sospensione dei trattamenti per cercare un figlio avesse effetti negativi anche sul loro stato d’animo. Gordon, J.L., et al. (2020) The psychological impact of fertility treatment suspensions during the COVID-19 pandemic. PLOS ONE. doi.org/10.1371/journal.pone.0239253.

ALLO STUDIO FARMACO PER CONTROLLARE IL COMPORTAMENTO PEDOFILO

Quando non si parla di un fenomeno ci si dimentica che esiste e negli ultimi mesi di casi di pedofilia si è parlato poco sui media. Eppure “durante la pandemia i cyber reati sono esplosi. Per quanto riguarda in particolare i bambini, dal 2019 al 2020, sono aumentati del 77% i reati che hanno visto una vittimizzazione dei minori. I casi di pedopornografia hanno avuto un incremento del 132%“. Lo ha detto Nunzia Ciardi, dirigente superiore della Polizia di Stato e direttore del servizio Polizia postale e comunicazioni, nel corso del webinar di presentazione del Report 2020 su pedofilia e pedopornografia realizzato dall’Associazione Meter Onlus, fondata e presieduta da don Fortunato Di Noto. È chiaro che la pandemia non ha fermato i pedofili, anzi. Un disturbo odioso, forse per questo poco portato alla ribalta, mentre le forze dell’ordine continuano a perseguire i pedofili che non possono essere però trattati come criminali comuni ma curati. Ecco allora che uno studio del Karolinska Institutet pubblicato sulla rivista JAMA Psychiatry ha analizzato un farmaco che abbassa i livelli dell'ormone maschile testosterone nel corpo riducendo il rischio che uomini con disturbo pedofilo abusino sessualmente di bambini. I ricercatori del Karolinska Institutet e dell'Università di Göteborg in Svezia hanno valutato l'effetto di un farmaco chiamato degarelix, approvato per il trattamento del cancro alla prostata. Il farmaco agisce spegnendo la produzione di testosterone, riducendo nel giro di poche ore i livelli dell'ormone nel corpo, e viene somministrato per iniezione ogni tre mesi. Lo studio in doppio cieco ha incluso 52 uomini con disturbo pedofilo in Svezia, che sono stati assegnati in modo casuale a un degarelix o un gruppo placebo. Il trattamento con degarelix ha dimostrato di smorzare due fattori di rischio critici per commettere abusi: alto desiderio sessuale e attrazione sessuale per i bambini. Gli effetti sono stati evidenti entro due settimane. Gli uomini hanno descritto effetti positivi sulla loro sessualità: hanno riferito di aver provato una calma interiore, che i pensieri sul sesso non erano più dominanti e che hanno perso il loro interesse sessuale per i bambini. La maggioranza voleva continuare a prendere il farmaco dopo la fine dello studio. Questo studio è un passo importante verso un trattamento basato sull'evidenza per il disturbo pedofilo. Prossimo step sarà un nuovo studio per testare gli effetti a lungo termine del farmaco e confrontarli con la psicoterapia. Fonte: Landgren, V., et al. (2020) Effect of Gonadotropin-Releasing Hormone Antagonist on Risk of Committing Child Sexual Abuse in Men With Pedophilic Disorder. JAMA Psychiatry.  doi.org/10.1001/jamapsychiatry.2020.0440.

SEX TOYS PER LUI, ATTENZIONE AGLI FTALATI

I giocattoli sessuali sono una divertente alternativa da inserire nei rapporti, fanno parte della confidenza, dell’intimità e della dimensione di gioco necessaria ad una vita sana ma devono essere scelti tra quelli di qualità. Entrando a contatto con le parti intime e con le mucose è opportuno che siano fabbricati con materiali sicuri. Negli ultimi anni infatti molti di questi prodotti si sono rivelati di scarsa qualità e prodotti con materie plastiche che contengono fatati. Si tratta di composti chimici aggiunti per rendere flessibili e morbide le plastiche ma hanno effetti negativi sulla salute tanto da essere stati banditi da una lunghissima serie di prodotti ad uso umano, dai biberon ai succhiotti, dai contenitori per il cibo alle pellicole alimentari. Gli fatati infatti tendono a migrare dalla plastica all’organismo dove si comportano a’interferenti endocrini’ ossia come perturbatori dell’equilibrio ormonale, in particolare i delicati ormoni sessuali. Un uso regolare e continuato può interferire con gli organi della riproduzione e portare alla comparsa di sindrome da disgenesia testicolare. La diffusione dei giocattoli da camera da letto non è affatto marginale e raggiunge un fatturato di circa 18 miliardi di euro l’anno. E proprio la loro diffusione ha acceso l’attenzione dei sanitari su quelli che possono essere eventuali pericoli. Alcune indagini hanno infatti rilevato una scarsa normativa per la fabbricazione e un elevato quantitativo di fatati. Una indagine condotta da Greenpeace nel 2018 aveva scoperto che su 8 giocattoli, 7 contenevano ftalati in quantità variabile tra il 20 e il 50%, troppo se pensiamo che il limite massimo consentito in alcuni prodotti per bambini è di 0,1%. E se la vigilanza sui prodotti per l’infanzia è altissima e le violazioni sanzionati con multe di centinaia di migliaia di euro, per i sex toys sembra camminare in una selva oscura. La responsabilità ricade quindi sul consumatore, spesso ignaro. Se l’uso è assolutamente occasionale è possibile che non ci siano rischi, ma se l’uso è regolare aumenta l’esposizione alle sostanze tossiche che l’organismo assorbe attraverso le mucose. [1] Hum Exp Toxicol. 2006 Jun;25(6):297-303. Phthalate affect the reproductive function and sexual behavior of male Wistar rats. Dalsenter PR1, Santana GM, Grande SW, Andrade AJ, Araújo SL.

CANCRO PROSTATICO AVANZATO, SI PENSA ALLA SOMMINISTRAZIONE DI ESTROGENI PER VIA CUTANEA

La terapia di deprivazione androgenica rimane la spina dorsale del trattamento sistemico per il cancro alla prostata avanzato. Sono disponibili molti agenti farmacologici per la deprivazione androgenica, differenziati per meccanismo d'azione, durata dell'effetto e via di somministrazione (orale, sottocutanea, intramuscolare, impiantabile, transdermica e intranasale). Oltre alla castrazione chirurgica, l'estrogeno orale è stata una delle prime terapie endocrine sviluppate per il trattamento del cancro alla prostata, ma dopo che è stato segnalato un aumento del rischio di eventi cardiovascolari tromboembolici, 1a terapia a base di estrogeno orale è stata progressivamente abbandonata. La deprivazione androgenica si ottiene più frequentemente con agonisti o antagonisti dell'ormone di rilascio dell'ormone luteinizzante (LHRH), ma i potenziali effetti collaterali di questi farmaci includono vampate di calore, affaticamento, disfunzione sessuale, diminuzione della densità minerale ossea, perdita di massa muscolare, aumento dellla massa grassa, ridotta sensibilità all'insulina e e rischio di eventi cardiovascolari. Gli agonisti dell'LHRH (LHRHa) e antagonisti dell'LHRH riducono le concentrazioni di estrogeni negli uomini, perché il testosterone viene convertito in estrogeni attraverso l'azione dell’enzima aromatasi. L'estrogeno somministrato dall’esterno e non prodotto dall’organismo, che sopprime la produzione di testosterone attraverso un ciclo di feedback negativo sull'ipotalamo e sulla ghiandola pituitaria, potrebbe ridurre il rischio di complicanze della terapia di deprivazione androgenica attribuibili a bassi livelli di estrogeni, come l'osteoporosi e le vampate di calore, e alcuni effetti collaterali metabolici , come aumento del colesterolo e del glucosio. Ecco perché si sta studiando un metodo di somministrazione attraverso la cute, che dovrebbe avere gli stessi effetti terapeutici limitando quelli collaterali.

INTEGRATORI ALIMENTARI PER LA FERTILITA’, IL 20% DI QUELLI SUL MERCATO SONO INEFFICACI

Gli integratori alimentari rappresentano un possibile approccio per migliorare i parametri dello sperma e la fertilità maschile. È ora disponibile un'ampia gamma di integratori contenenti diversi nutrienti. Sebbene molti autori abbiano dimostrato i benefici di alcuni nutrienti nel miglioramento dei parametri dello sperma, la loro reale efficacia è ancora oggetto di studi. Lo scopo di un recente studio è stato quello di rivedere criticamente la composizione di integratori utilizzando il mercato italiano come campione. I principi attivi e la loro dose giornaliera minima efficace (mED) sui parametri di qualità degli spermatozoi sono stati identificati attraverso una ricerca in letteratura. Successivamente, i ricercatori hanno creato una formula per classificare l'efficacia attesa di ogni integratore. Considerando i principi attivi, la loro concentrazione e la dose giornaliera raccomandata, i prodotti sono stati classificati in tre classi di efficacia attesa: maggiore, minore e nessuna. Di 21 prodotti la maggior parte aveva un gran numero di ingredienti, spesso a dosi inferiori a mED o con efficacia non dimostrata. Lo zinco era l'ingrediente più comune di DS (70% dei prodotti), seguito da selenio, arginina, coenzima Q e acido folico. Applicando il sistema di punteggio stabilito all’inizio della ricerca, il 9,5% dei prodotti è caduto in una classe superiore, il 71,4% in una classe inferiore e il 19,1% nella classe senza efficacia attesa. In sintesi quindi gli integratori commercializzati in Italia per l'infertilità maschile include ingredienti efficaci ma anche un gran numero di sostanze a dosi insufficienti o di nessuna efficacia riportata. Sarebbe quindi opportuno non acquistare un prodotto senza aver sentito il parere di uno specialista sulla sua efficacia. Fonte: Nutrients Dietary Supplements for Male Infertility: A Critical Evaluation of Their Composition Andrea Garolla 1, Gabriel Cosmin Petre 1, Francesco Francini-Pesenti 2, Luca De Toni 1, Amerigo Vitagliano 3 4, Andrea Di Nisio 1, Carlo Foresta 1 2020 May 19;12(5):1472.

SPECIALE – IL SESSO AI TEMPI DEL COVID, LA RICERCA

Relazioni sessuali durante il blocco: adeguare la consulenza e la terapia sessuale alla restrizione della quarantena Con la pandemia molti paesi hanno chiesto ai propri cittadini di rimanere nelle loro case, chiudere attività commerciali e sospendere gli eventi che possono comportare un raduno di persone. Il lockdown con gradi variabili di severità è stata la misura scelta a livello mondiale per evitare la diffusione del virus. I mesi appena trascorsi sono stati caratterizzati da isolamento sociale, incertezza e stress che hanno influenzato la vita sociale ma anche quella relazionale e sessuale. Nonostante il Coronavirus sia stato trovato nello sperma, nelle feci e nelle urine ma non nei fluidi vaginali la rilevanza riguardo alla trasmissione sessuale rimane sconosciuta. Fino a quando non se ne saprà di più gli specialisti suggeriscono di considerare tutte le secrezioni potenzialmente infettive La maggior parte delle agenzie sanitarie ha emanato raccomandazioni che hanno portato a un cambiamento nel comportamento sessuale delle persone: I single non dovrebbero fare sesso con persone che non vivono con loro, Le persone possono avere rapporti intimi con il partner convivente se si sentono entrambi bene ed evitano il contatto con persone al di fuori della loro famiglia. Nell'articolo 'Sexual relationships during the lockdown: Adjusting sex counselling and therapy to the restriction of quarantine' a firma di Evie Kirana e Francesca Tripodi, apparso sul sito dell'ESSM European Society for Sexual Medicine (1) le ricercatrici hanno ragionato sulle sfide che questo periodo di pandemia e di isolamento potrebbe portare alla relazione e alla vita sessuale delle persone. Ne proponiamo un estratto. Perdita di relazioni sociali Se pensiamo alle persone che sono coinvolte nella propria vita al di là del partner principale e dei bambini, allora possiamo facilmente vedere il divario che è stato sperimentato durante il blocco. Le persone hanno subito un'improvvisa perdita di contatto con i loro amici intimi, il più ampio network sociale, coloro che si occupano di assistenza all'infanzia o lavori domestici, colleghi professionisti, vari fornitori di servizi (psicoterapeuta, fisioterapista, formatore, ecc.) E alcune persone hanno anche dovuto gestire una relazione extraconiugale a distanza. L'ampiezza dei nostri rapporti sociali ha una funzione importante , serve infatti a coprire bisogni che non sono coperti all'interno della relazione diadica: gioco, trasgressione, confidenza ecc. Durante il lockdown tutto è tornato a ruotare intorno ad un nucleo di intimità con il partner principale. Gli individui che si aspettavano che il loro partner sostituisse tutti i ruoli di cui sopra probabilmente hanno sperimentato delusione. Quelli che invece hanno lavorato sul proprio contributo da dare hanno avuto una esperienza più positiva. Che impatto ha avuto sulle relazioni erotiche la perdita di routine quotidiana? Il tempo in famiglia è speciale quando è separato dall'orario di lavoro. I fine settimana sono speciali quando sono diversi dai giorni feriali.Alcune coppie hanno creato una struttura nella loro routine quotidiana e sono state in grado di conservare la ricompensa dei loro momenti. Altri erano sopraffatti dalla non struttura e sentivano di aver perso lo splendore delle loro giornate, comprese le loro [...]

COLLAGENASI PER IL PENE CURVO, ADDIO… E ORA?

La malattia di La Peyronie (PD) è una condizione che deriva dalla formazione di placche fibrotiche della tunica albuginea e che può svilupparsi in una serie di deformità del pene tra cui cuvatura, accorciamento, restringimento, e altre anomalie. Colpisce in genere gli uomini sopra i 50 anni con una incidenza stimata tra il 3% e il 9% . Nonostante la causa non sia esattamente nota, la teoria suggerisce che microtraumi vascolari durante i rapporti sessuali rilasciano una reazione infiammatoria incontrollata negli uomini geneticamente suscettibili. La malattia che curva l'asta del pene si sviluppa in due fasi ben definite: acuta e cronica. Durante la fase infiammatoria acuta la placca inizia a formarsi e le deformità diventano progressivamente evidenti con un elemento di dolorabilità della parte. Nella fase stabile il dolore scompare e la curvatura si stabilizza. Nel frattempo la placca fibrosa inizia a indurirsi e, sebbene descritta, la curvatura rimane stabile rendendo il rapporto sessuale penetrativo difficile o impossibile a seconda dei casi, causando disagio psicologico o emotivo e problemi di relazione. Nonostante i tentativi di trattare la Peyronie in maniera conservativa con onde d'urto, la ionoforesi e farmaci intralesionali, topici e orali, nessuno di questi trattamenti ha dimostrato la sua reale efficacia e sicurezza in studi clinici ampi e ben progettati. L'approccio chirurgico invece è indicato negli soggetti che non sono in grado di avere rapporti sessuali in quanto la deformazione è incompatibile con la penetrazione e il rapporto sessuale. Nonostante i risultati della chirurgia siano generalmente eccellenti, le diverse procedure possono avere effetti collaterali indesiderati: accorciamento del pene, disfunzione erettile, intorpidimento del pene, recidiva della curvatura, potenziale necessità di circoncisione al momento dell'intervento e altri effetti avversi legati all'intervento chirurgico. Nel 2013 i risultati dei “The Maximal Peyronie's Reduction Efficacy and Safety Studies I and II” (IMPRESS I & II) hanno portato all'approvazione della collagenasi del Clostridium Histolyticum (CCH) come primo trattamento conservativo per la PD da parte della Food and Drug Administration. Conservativo perché somministrato con delle infiltrazioni con ago sotto anastesia locale. Niente bisturi, niente traumi, niente decorso, niente dolore. La riduzione della curvatura variava tra il 28-34,4% con un buon profilo di sicurezza, ed effetti avversi transitori e lievi come ecchimosi, intorpidimento ed ematoma. E miglioramenti si ottenevano con infiltrazioni successive, sino a tre in media che potevano però arrivare sino a 8 trattamenti. Ralph et al (14) hanno pubblicato nel 2017 i risultati di uno studio prospettico che ha coinvolto 53 pazienti con PD e trattati con collagenasi utilizzando un protocollo abbreviato. La maggior parte dei partecipanti ha avuto un miglioramento dell'angolo di curvatura di una media (intervallo) di 17,36º (0º-40º) o 31,4% (0% -57%) rispetto al basale dopo tre iniezioni. I pazienti con Malattia di La Peyronie avevano una risposta terapeutica efficace ed accettabile, ma pochii mesi fa l'azienda produttrice ha deciso di ritirare CCH dal mercato al di fuori degli Stati Uniti, sottraendo un'opzione ormai diventata di 'prima linea' e costringendo gli urologi a poter proporre solo la chirurgia o, se identificata in fase [...]

UNA DIETA ‘INFIAMMATORIA’ TRA I FATTORI DI RISCHIO DEL CANCRO ALLA PROSTATA

Infiammazione cronica sistemica e alti livelli di insulina sono gli indagati speciali per il rischio di insorgenza di un cancro ancora troppo comune, quello alla prostata. Ricercatori cinesi hanno indagato queste 'relazioni pericolose' allo scopo di suggerire indicazioni nutrizionali che possano diminuire i rischi oncologici. Lo studio prospettico pubblicato su European Urology condotto su oltre41mila uomini ha confermato che una dieta troppo ricca di carboidrati (zuccheri) che stimolano l'innalzamento dei livelli di insulina era più frequente nei soggetti che avevano ricevuto una diagnosi di cancro e la cui malattia erqa risultata fatale. Il nesso tra stili nutrizionali e insorgenza di cancro non è affatto nuovo e fa parte di quegli stili di vita modificabili che possono rappresentare una efficace forma di prevenzione primaria. Purtroppo il modello alimentare che accentua l'infiammazione dei tessuti è stato anche correlato all'insorgenza precoce di tumore alla prostata e alle forme più aggressive. Il modello alimentare protettivo per tutti i tipi di cancro è infatti quello mediterraneo, ricco di grassi vegetali come quello dell'olio extra vergine e dei semi oleosi, pesce azzurro e una quantità contenuta di carboidrati, quelli responsabili dell'innalzamento dei livelli di glicemia nel sangue che richiamano in urgenza la secrezione di insulina in un circolo vizioso.

QUANDO IL PIACERE E’ …TROPPO PRECOCE

Chi segue le mie attività sa che ho messo a punto un format di video pillole informative dal titolo. 'Quello che gli uomini non dicono'. Non è infatti un segreto che l'uomo in genere sia molto riservato quando parla dei propri attributi mentre lo è meno quando tutto funziona bene. L'identità maschile è fortemente legata alla sua potenza sessuale e carenze e disfunzioni sono rubricate con termini come 'fallimento' da archiviare nell'intimità della propria camera da letto. Un peso da condividere con le partner a loro volta parti lese del problema. L'eiaculazione precoce per la maggior parte degli uomini è termine da pronunciare sotto voce con l'aggiunta di un: 'chiedo per un amico'. E forse non uno solo visto che si calcola un tasso di incidenza tra il 20 e il 30% nella popolazione tra i 18 e i 70 anni. E sbaglia chi crede che interessi solo giovani inesperti, anzi la prevalenza cresce con l'età, mettendo in discussione anche quelli che non avevano mai avuto problemi di 'fretta'. L'incidenza media, calcolata in uno studio nazionale con il Premature Ejaculation Disease Tool è stata del 18,5%. Di fronte ad un rapporto che si esaurisce e arriva al piacere troppo in fretta si manifestano diversi stati di disagio, ansia, imbarazzo, senso di inadeguatezza, perdita di autostima e depressione. Il piacere arriva prima che il soggetto lo desideri, alla minima stimolazione sessuale. Per fare diagnosi è necessario che il disturbo si presenti con una certa regolarità e continuità nel tempo, perché casi episodici possono essere occasionali e non significativi, insomma, può succedere e non è una tragedia. Per un ragazzo alle prime esperienze o un adulto che torna a fare l'amore dopo un lungo periodo di astinenza o con una nuova partner si instaura un elemento di stress che può giustificare l'urgenza. Se invece l'eiaculazione è precoce da sempre, se si verifica prima ancora che il rapporto abbia inizio o l'uomo sente di non avere controllo sul proprio piacere, è opportuna una valutazione clinica. Le sfumature sono molteplici e non sempre sono ascrivibili a problemi funzionali o chimici, basti pensare che alcuni soggetti riferiscono di avere questo problema solo con una partners e non con altre, che in molti casi è limitato ad un periodo di stress. Il colloquio con lo specialista è orientato alla corretta diagnosi indagando altri sintomi, malattie sistemiche, fattori di rischio, uso di farmaci o sostanze che possono interferire o causare il disturbo. E' possibile anche somministrare un questionario ed eseguire degli accertamenti ematici. Fortunatamente le strategie terapeutiche sono numerose e vanno da quelle comportamentali - come praticare la masturbazione in modo da rendere il pene meno sensibile e aumentare la durata del rapporto successivo dopo un adeguato periodo refrattario, l'allenamento alla tecnica stop and start che prevede lo stimolo sessuale da parte della partner sino a quando il paaziente non è in procinto di raggiungere il piacere, l'arresto della stimolazione sino a che la sensazione di essere in procinto di eiaculare non diminuisca per poi iniziare di [...]

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Prof. Salvatore Sansalone

Nº albo dei medici: 7796

Profilo

Il Prof. Salvatore Sansalone è esperto in Urologia.
Laureato nel 2001 e specializzato nel 2006 a Roma, ha conseguito un Master di II livello in Andrologia presso l’Università La Sapienza. Ha eseguito corsi di specializzazione in chirurgia ricostruttiva genito-uretrale presso la Sava Perovic Foundation di Belgrado.Si occupa principalmente di chirurgia uretrale, induratio penis plastica (Malattia di La Peyronie), disfunzione erettile, impianti protesici, incontinenza urinaria, tumore alla prostata e alla vescica. Docente presso l’Università Tor Vergata di Roma. Direttore del centro di chirurgia ricostruttiva genito-uretrale e del centro di infertilita’ maschile presso la Clinica Sanatrix a Roma e presso il Poliambulatorio GI.SA a Catania. Consulente urologo del Ministero della Salute e membro di prestigiose società scientifiche (SIUSIAEAUESSM), è autore di oltre 126 pubblicazioni ed ha partecipato a numerosi congressi nazionali ed internazionali in qualità di relatore, moderatore, operatore chirurgico, membro della segreteria scientifica e/o organizzativa. Il Prof. Sansalone è inoltre Membro del Comitato Esecutivo dell’European Society for Sexual Medicine (ESSM) ed ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti a convegni in Italia e all’estero.

Carica in enti pubblici e privati
  • Consulente urologo presso il Ministero della Salute (2012-oggi)
  • Docente Universitario presso l’Università Tor Vergata di Roma
  • Membro del Comitato Esecutivo dell’European Society for Sexual Medicine – ESSM (2017-oggi)
  • Membro della commissione scientifica della società Italiana Urologi Ospedalità Gestione Privata – UROP (2015-2017)
  • Membro della Commissione Scientifica dell’European Society for Sexual Medicine – ESSM (Male sexual health and dysfunction) (2014-oggi)
  • Guest Editor della rivista BioMed Research International special issue on “Genitourethral Reconstruction” (2014)
  • Socio fondatore e Vice Presidente della Società Scientifica Mediterranean Andrological Board –MAB (2013-oggi)
  • Componente del Comitato Editore della rivista scientifica di informazione, educazione e prevenzione andrologica “Io Uomo” (2011-2013)
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Pubblicazioni scientifiche

Repair of sphincter urethral strictures preserving urinary continence: surgical technique and outcomes.
Barbagli G, et al. World J Urol. 2019

Focus on Internal Urethrotomy as Primary Treatment for Untreated Bulbar Urethral Strictures: Results from a Multivariable Analysis.
Barbagli G, et al. Eur Urol Focus. 2018

Treatments of 1242 bulbar urethral strictures: multivariable statistical analysis of results.
Barbagli G, et al. World J Urol. 2018

History and evolution of the use of oral mucosa for urethral reconstruction.
Barbagli G, et al. Asian J Urol. 2017

Correlation Between Primary Hypospadias Repair and Subsequent Urethral Strictures in a Series of 408 Adult Patients.
Barbagli G, et al. Eur Urol Focus. 2017

Memokath Stent Failure in Recurrent Bulbar Urethral Strictures: Results From an Investigative Pilot Stage 2A Study.
Barbagli G, et al. Urology. 2017

A novel composite two-stage urethroplasty for complex penile strictures: A multicenter experience.
Joshi PM,, et al. Indian J Urol. 2017

Microsurgical tunica albuginea transplantation in an animal model.
Sansalone S, et al. Asian J Androl. 2017

A combination of tryptophan, Satureja montana, Tribulus terrestris, Phyllanthus emblica extracts is able to improve sexual quality of life in patient with premature ejaculation.
Sansalone S, et al. Arch Ital Urol Androl. 2016

Sexual outcomes after partial penectomy for penile cancer: results from a multi-institutional study.
Sansalone S, et al. Asian J Androl. 2017

Correction of Retrograde Ejaculation in Patients with Diabetes Mellitus Using Endourethral Collagen Injection: Preliminary Results.
Kurbatov D, et al. J Sex Med. 2015

The Surgical Learning Curve for One-stage Anterior Urethroplasty: A Prospective Single-surgeon Study.
Fossati N, et al. Eur Urol. 2016

Correction of Retrograde Ejaculation in Patients with Diabetes Mellitus Using Endourethral Collagen Injection: Preliminary Results.
Kurbatov D, et al. J Sex Med. 2015

The Surgical Learning Curve for One-stage Anterior Urethroplasty: A Prospective Single-surgeon Study.
Fossati N, et al. Eur Urol. 2016

Prostatic Arterial Embolization vs Open Prostatectomy: A 1-Year Matched-pair Analysis of Functional Outcomes and Morbidities.
Russo GI, et al. Urology. 2015

The spectrum of pelvic fracture urethral injuries and posterior urethroplasty in an Italian high-volume centre, from 1980 to 2013.
Barbagli G, et al. Arab J Urol. 2015

Influence of peak oral temperatures on veneer-core interface stress state.
Marrelli M, et al. Acta Biomater Odontol Scand. 2015

Venous leakage treatment revisited: pelvic venoablation using aethoxysclerol under air block technique and Valsalva maneuver.
Herwig R, et al. Arch Ital Urol Androl. 2015

Laparoscopic omentoplasty to support anastomotic urethroplasty in complex and redo pelvic fracture urethral defects.
Kulkarni SB, et al. Urology. 2015

Genitourethral reconstruction.
Herwig R, et al. Biomed Res Int. 2015

The role of intrinsic pathway in apoptosis activation and progression in Peyronie’s disease.
Loreto C, et al. Biomed Res Int. 2014

Prostatic artery embolization for prostate volume greater than 80 cm3: results from a single-center prospective study.
Kurbatov D, et al. Urology. 2014

Penile fracture: penoscrotal approach with degloving of penis after Magnetic Resonance Imaging (MRI).
Antonini G, et al. Arch Ital Urol Androl. 2014

Long-term followup and deterioration rate of anterior substitution urethroplasty.
Barbagli G, et al. J Urol. 2014

Erectile function in men with failed hypospadias repair.
Stein DM, et al. Arch Esp Urol. 2014

Recurrent hypospadias surgery.
Barbagli G, et al. Arch Esp Urol. 2014

Harvesting oral mucosa for one-stage anterior urethroplasty.
Kulkarni SB, et al. Indian J Urol. 2014

Penile disassembly: anatomical surgical steps.
Loreto C, et al. BJU Int. 2013

Long term patient satisfaction and quality of life with AMS700CX inflatable penile prosthesis.
Vitarelli A, et al. Arch Ital Urol Androl. 2013

Prediction of early and late complications after oral mucosal graft harvesting: multivariable analysis from a cohort of 553 consecutive patients.
Barbagli G, et al. J Urol. 2014

Ventral oral mucosal onlay graft urethroplasty in nontraumatic bulbar urethral strictures: surgical technique and multivariable analysis of results in 214 patients.
Barbagli G, et al. Eur Urol. 2013

Glans reconstruction with the use of an inverted urethral flap after distal penile amputation for carcinoma.
Sansalone S, et al. Arch Ital Urol Androl. 2013

Morphological evaluation of the male external urethral sphincter complex by transrectal ultrasound: feasibility study and potential clinical applications.
Miano R, et al. Urol Int. 2012

Oral mucosa and urethroplasty: it’s time to change.
Barbagli G, et al. Eur Urol. 2012

Penile length and girth restoration in severe Peyronie’s disease using circular and longitudinal grafting.
Egydio PH, et al. BJU Int. 2013

A geographic analysis of male urethral stricture aetiology and location.
Stein DM, et al. BJU Int. 2013

Bulbar urethroplasty: transecting vs. nontransecting techniques.
Barbagli G, et al. Curr Opin Urol. 2012

Current controversies in reconstructive surgery of the anterior urethra: a clinical overview.
Barbagli G, et al. Int Braz J Urol. 2012

Polyphenols: key issues involved in chemoprevention of prostate cancer.
Cimino S, et al. Oxid Med Cell Longev. 2012

Simultaneous total corporal reconstruction and implantation of a penile prosthesis in patients with erectile dysfunction and severe fibrosis of the corpora cavernosa.
Sansalone S, et al. J Sex Med. 2012

Cryopreserved penile tunica albuginea for allotransplantation: a morphological and ultrastructural investigation.
Loreto C, et al. J Sex Med. 2012

Surgical Repair of Late Complications in Patients Having Undergone Primary Hypospadias Repair during Childhood: A New Perspective.
Barbagli G, et al. Adv Urol. 2012

Dorsal onlay oral mucosal graft bulbar urethroplasty.
Barbagli G, et al. BJU Int. 2012

Penile reconstruction.
Garaffa G, et al. Asian J Androl. 2013

Skin phototype and local trauma in the onset of balanitis xerotica obliterans (BXO) in circumcised patients.
Villa M, et al. In Vivo. 2012

Simultaneous penile lengthening and penile prosthesis implantation in patients with Peyronie’s disease, refractory erectile dysfunction, and severe penile shortening.
Sansalone S, et al. J Sex Med. 2012

Ventral onlay oral mucosal graft bulbar urethroplasty.
Barbagli G, et al. BJU Int. 2011

Long-term results of the surgical treatment of Peyronie’s disease with Egydio’s technique: a European multicentre study.
Sansalone S, et al. Asian J Androl. 2011

[Italian validation of the English PROM-USS-Q questionnaire in patients undergoing anterior urethroplasty].
Barbagli G, et al. Urologia. 2011. Article in Italian.

Musculocutaneous latissimus dorsi free transfer flap for total phalloplasty in children.
Djordjevic ML, et al. J Pediatr Urol. 2006

Peyronie’s reconstruction for maximum length and girth gain: geometrical principles.
Egydio PH, et al. Adv Urol. 2008

One-sided anterior urethroplasty: a new dorsal onlay graft technique.
Kulkarni S, et al. BJU Int. 2009

Retrospective descriptive analysis of 1,176 patients with failed hypospadias repair.
Barbagli G, et al. J Urol. 2010

Iatrogenic trapped penis in adults: new, simple 2-stage repair.
Zucchi A, et al. J Urol. 2010

Penile enhancement using autologous tissue engineering with biodegradable scaffold: a clinical and histomorphometric study.
Perovic SV, et al. J Sex Med. 2010

Tumor necrosis factor-related apoptosis-inducing ligand (TRAIL) and its death receptor (DR5) in Peyronie’s disease. A biomolecular study of apoptosis activation.
Loreto C, et al. J Sex Med. 2011

Histological evidence of urethral involvement in male patients with genital lichen sclerosus: a preliminary report.
Barbagli G, et al. J Urol. 2011

Sacrospinous ligament fixation for neovaginal prolapse prevention in male-to-female surgery.
Stanojevic DS, et al. Urology. 2007

Percutaneous sequential bacillus Calmette-Guèrin and C for panurothelial carcinomatosis.
Di Stasi SM, et al. Can J Urol. 2005

Leiomyoma of the epididymis and testicular adnexa: apropos of 3 cases.
Forte F, et al. Arch Ital Urol Androl. 2004

Radical prostatectomy as unique chance for huge prostatic stones.
Virgili G, et al. Arch Ital Urol Androl. 2004

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Risultati accademici salienti

  • Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma (2001)
  • Research Fellow presso il Dipartimento di Urologia dell’Università di Belgrado (2004-2005)
  • Research Fellow presso il Dipartimento di Urologia di Amburgo (2006)
  • Specializzazione in Urologia presso l’Università Tor Vergata (2006)
  • Frequentatore del Centro Europeo per la Chirurgia Ricostruttiva dell’Uretra ad Arezzo (2008)
  • Master di II livello in Andrologia presso l’Università degli Studi La Sapienza di Roma (2010)
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Le Patologie

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disfunzione-erettile
Disfunzione erettile

La disfunzione erettile è la difficoltà o l’incapacità di raggiungere o mantenere un’erezione del pene che permetta una relazione sessuale soddisfacente. È anche conosciuta come impotenza sessuale.

falloplastica
Falloplastica

Le dimensioni contano, almeno per i diretti interessati. Per ciò che riguarda le parti intime, più del 45% degli uomini sono insoddisfatti delle dimensioni del proprio pene.

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Fertilità e infertilità maschile

L’infertilità è l’impossibilità di concepire in seguito ad attività sessuale frequente e non protetta. Il 15% delle coppie non sono in grado di concepire in seguito a rapporti non protetti.

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Identità di genere

La chirurgia di femminilizzazione, o operazione di cambio di sesso, è un’operazione chirurgica indicata per pazienti che presentano disforia di genere. Da uomo a donna, da donna a uomo.

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Malattie andrologiche

Le malattie andrologiche più frequenti sono: l’idrocele, la varicocele, il frenulo breve, il testicolo mobile e la fimosi.

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Malattie del pene

Le malattie del pene non sempre sono di natura infettiva e le cause vanno ricercate al momento della visita specialistica.

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Malattie uretrali

L’uretra è il dotto che trasporta l’urina dalla vescica verso l’esterno del corpo. Come avviene per tutte le parti del corpo…

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Tumori maschili

Il cancro alla prostata è un tipo di cancro che ha origine nella ghiandola prostatica. Il cancro sviluppa quando…

Rassegna stampa

Meeting e congressi